Torino, dalla paura alla rincorsa: il decimo posto ora è possibile
Nonostante una stagione complessivamente insufficiente, i granata potrebbero raggiungere la parte sinistra della classifica
Il Torino sta provando a cambiare pelle nel momento più delicato della stagione. Dopo mesi complicati, segnati da risultati altalenanti e da una classifica che per lunghi tratti ha fatto tremare l’ambiente, i granata hanno ritrovato fiducia sotto la guida di Roberto D'Aversa. I tre successi recenti hanno infatti ridato ossigeno all’ambiente e aperto scenari che fino a poche settimane fa sembravano impensabili.
Torino, un calendario alla portata
La stagione del Torino resta comunque segnata da limiti evidenti. I granata hanno spesso mostrato fragilità strutturali, sia in fase difensiva, con numeri gravemente insufficienti, sia in quella offensiva, dove la produzione è stata discontinua e affidata soprattutto alle giocate di Simeone e Vlasic. Una squadra quindi poca equilibrata, a tratti smarrita, ma ancora in grado di rimettersi in corsa.
Ora il calendario potrebbe offrire una chance importante. Le trasferte di Udine, Cremona e Cagliari, sommate alle sfide casalinghe contro Verona e Sassuolo, rappresentano infatti occasioni alla portata. Più complesso, inevitabilmente, il doppio confronto con Inter e Juventus, che chiuderà il cammino stagionale.
Il decimo posto dista sei punti e il calendario, sulla carta, sorride ai granata più che a dirette concorrenti come Udinese e Sassuolo. Da qui alla fine serviranno però continuità e cinismo, qualità spesso mancate nel corso dell’anno.

Il confronto con il Toro di Vanoli
E' inevitabile il confronto con il recente passato. La gestione di Paolo Vanoli, conclusa con un dodicesimo posto e 44 punti, aveva garantito comunque maggiore equilibrio tattico e una struttura più riconoscibile, nonostante una rosa meno profonda. Non a caso, la squadra non è mai rimasta coinvolto nella corsa alla salvezza.
Il Torino attuale, invece, ha provato a crescere attraverso il mercato: gli innesti in attacco, tra Kulenovic e soprattutto Simeone e a centrocampo, con il ritorno di Ilkhan e l'arrivo di Prati, hanno portato sicuramente maggiori soluzioni, senza però risolvere i limiti della rosa. Anche il rientro di Zapata si è rivelato importante, anche se più sul piano della presenza che su quello realizzativo (visto che ha segnato appena 3 reti). Vanoli lo scorso anno ha rinunciato al colombiano a causa di un grave infortunio che lo ha tenuto fuori per diversi mesi, lasciando di fatto l'attacco in mano a Che Adams.
Il finale di stagione dirà quindi se questa rincorsa sia stata solo un’illusione o una concreta inversione di marcia. Perché, anche se il decimo posto è alla portata, serviranno maggiore solidità, continuità e soprattutto più coraggio.
Lo stesso Roberto D'Aversa è chiamato a mostrare qualcosa di diverso, specie nelle scelte e nella qualità del gioco.

