Cairo: "il calcio mi piace, un pò meno essere contestato". E sul Toro...
Urbano Cairo torna a parlare della contestazione al Festival dello Sport: «Il calcio mi piace, un po’ meno quando mi contestano». Le parole sul futuro.
Il presidente granata è tornato a parlare del rapporto con i tifosi al Festival dello Sport: «Ho la fortuna di fare un lavoro che mi piace». Poi una frase sul futuro che riapre il tema della sua esperienza al Torino.
Urbano Cairo torna a parlare di contestazione.
Al Festival dello Sport di Trento, il presidente del Torino è stato interpellato anche sul rapporto con i tifosi e non ha nascosto che una parte della sua esperienza nel calcio sia diventata più difficile proprio per il clima che si è creato intorno alla sua gestione.
«Ho la fortuna di fare un lavoro che mi piace, l’editoria è sempre stata la mia passione, la televisione anche, il calcio anche, quando mi contestano un po’ meno», ha detto Cairo, sorridendo.
Una frase breve, ma particolarmente significativa considerando il rapporto ormai molto teso tra il presidente e una parte della tifoseria granata.

CAIRO E LA CONTESTAZIONE DELLA TIFOSERIA
La contestazione a Cairo non è una novità di questa stagione.
Nel corso degli ultimi mesi la protesta dei gruppi organizzati è proseguita con cortei, striscioni e iniziative contro la proprietà. Anche l'inizio del campionato è stato accompagnato dalla contestazione nei confronti del presidente.
Il rapporto tra Cairo e la maggior parte della tifoseria è quindi uno dei temi che accompagnano ormai stabilmente la vita del Torino.
Ed è proprio per questo che quelle poche parole pronunciate a Trento hanno attirato l'attenzione.
Il presidente non ha annunciato cambiamenti né ha aggiornato sulla possibile cessione del club.
Ha semplicemente ammesso che essere contestato è l'aspetto del calcio che apprezza meno.

«FARE LE COSE CON LE RISORSE CHE HA»
Cairo ha poi spiegato quale messaggio vorrebbe lasciare della propria esperienza imprenditoriale.
«Il messaggio di una persona che ha un amore per le cose che fa, che le fa con le risorse che ha», ha spiegato, parlando più in generale del proprio percorso professionale.
Un concetto che inevitabilmente riporta anche alla sua esperienza alla guida del Torino.
Il presidente granata ha sempre legato la gestione del club anche al tema della sostenibilità economica e delle risorse disponibili (salvo poi essere smentito dai conti in rosso del club).
È proprio su questo punto che, da anni, si concentra una parte del confronto con la tifoseria: da una parte la gestione societaria e i conti, dall'altra le aspettative sportive di chi vorrebbe vedere il Torino competere stabilmente per obiettivi più ambiziosi.

«VORREI FARE QUALCOSA PARTENDO DA ZERO»
C'è poi un'altra frase pronunciata da Cairo che può interessare direttamente il mondo granata.
Parlando dei propri obiettivi futuri, il presidente ha detto:
«Bisogna sempre averne di obiettivi. Ho detto che una cosa bella per me sarebbe di rifare qualcosa partendo da zero, vediamo dove e vediamo cosa».
Cairo ha spiegato di essere attratto dall'idea di rifondare qualcosa, senza però collegare esplicitamente queste parole al Torino.
Per questo sarebbe sbagliato trasformare la dichiarazione in un annuncio sul futuro della società granata.
Ma è inevitabile che, nel contesto attuale, quelle parole vengano osservate con particolare attenzione.
IL TORINO RESTA SULLO SFONDO
Il Torino, durante l'intervento di Cairo al Festival dello Sport, è rimasto in secondo piano.
Il presidente aveva già parlato dell'inizio di stagione della squadra, ammettendo di aspettarsi qualcosa in più e indicando tra le attenuanti il calendario e l'arrivo tardivo di alcuni giocatori. Cairo ha inoltre confermato il proprio sostegno a Ignazio Abate insieme al direttore sportivo Petrachi.
Ma questa volta il tema è diverso. Non il rendimento della squadra. Non Abate. Non il mercato.
Il rapporto tra Urbano Cairo e il mondo granata.
Un rapporto che resta uno dei nodi più delicati del Torino e che le parole pronunciate a Trento hanno riportato nuovamente al centro dell'attenzione.
La frase sulla contestazione, in fondo, racconta proprio questo: Cairo continua a considerare il calcio una parte importante della propria vita professionale, ma il rapporto con una parte della tifoseria è diventato il lato più difficile della sua esperienza nel pallone.
E il tema, a Torino, è tutt'altro che chiuso.
Approfondimenti:

