Torino, Lazaro a fine corsa: un anno e mezzo tra luci e ombre
L’esterno austriaco è ormai fuori dai piani e con ogni probabilità lascerà il club a fine stagione

Dalle stelle alle stalle. Così si può riassumere il percorso di Valentino Lazaro nell’ultimo anno e mezzo al Torino.
L’esterno austriaco, in scadenza a giugno, è passato dall’essere una pedina fondamentale negli schemi di Paolo Vanoli e Marco Baroni a finire stabilmente in panchina con Roberto D'Aversa.
Un’involuzione figlia di incomprensioni tattiche, ma anche di una marcata discontinuità nelle prestazioni. Non è un caso che, nei primi difficili mesi della stagione, sia stato tra i giocatori più criticati dalla tifoseria granata, che lo ha individuato come uno dei profili a fine ciclo. Il suo destino appare ormai segnato, dopo anni in cui si attendeva un salto di qualità mai realmente compiuto dall’ex Inter.

Lazaro: un punto fermo con Vanoli
Nella scorsa stagione, sotto la guida di Vanoli, Lazaro era diventato un elemento chiave nello sviluppo del gioco granata. Prima nel centrocampo a cinque, poi da esterno alto nel 4-2-3-1, aveva trovato continuità e rendimento.
I numeri lo confermano: 6 assist stagionali e un ruolo centrale all’interno del gruppo. Non a caso, nelle ultime giornate, quando il Torino ha perso brillantezza, lo stesso Vanoli , oggi alla Fiorentina, aveva sottolineato come l’assenza dell’austriaco, fermato da un infortunio, avesse inciso sul calo della squadra.
Un anno dopo, però, lo scenario è completamente cambiato: Lazaro è uscito completamente dai piani tecnici del club.

La flessione con Baroni
La gestione di Baroni non ha dato i risultati sperati e il rendimento di diversi giocatori è calato sensibilmente. Tra questi, proprio Lazaro.
Nonostante un buon minutaggio, l’austriaco non è mai riuscito a imporsi. L’iniziale utilizzo da terzino in una difesa a quattro ne ha messo in evidenza i limiti in fase difensiva, condizionandone il rendimento.
Nemmeno il successivo ritorno al suo ruolo naturale ha invertito la tendenza: errori banali, nervosismo crescente e un evidente calo fisico. È venuta meno la spinta sulla fascia e quella qualità nell’uno contro uno che lo aveva reso decisivo pochi mesi prima. Il risultato è stato un progressivo allontanamento dalle gerarchie, accompagnato dalle critiche del pubblico.
Lazaro verso l’addio al Torino
Con l’arrivo di D’Aversa, la situazione si è definitivamente chiarita: due presenze da titolare e diverse panchine. Il tecnico ha scelto di puntare su Pedersen, tornato protagonista con due assist nelle ultime uscite.
Lazaro è ormai fuori dal progetto tecnico e, a sei giornate dalla fine, la sua esperienza in granata può considerarsi conclusa.
Già la scorsa estate si era parlato di una possibile cessione in MLS, complice anche l’ingaggio elevato (circa 1,5 milioni). Ora resta solo da attendere la scadenza di giugno per sancire l’addio, che con ogni probabilità coinciderà anche con la fine della sua avventura in Serie A.

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