Juric è arrivato al Filadelfia

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Come riportato da Gianluca Di Marzio, il neo allenatore del Toro, accompagnato dal suo vice Matteo Paro, ha fatto visita al centro di allenamento per conoscere la struttura. Per la società granata erano presenti Barile, Moretti e il DS Vagnati.

20 Commenti

  1. -Che si renda ben conto di quale portata è l’erba che si accinge a calpestare e dell’aria intrisa di una leggendaria memoria.
    FVCG (ore e per sempre).

        • Al solito state facendo questioni di lana caprina. Già si leggono le più fantasiose lamentele su un allenatore ingaggiato l’altro ieri che ha fatto giusto in tempo a dare un’occhiata al campo d’allenamento.
          La storia di Lombardo qual’è? Gobbi, ciclisti, laziali, cosa katzo aveva di granata? ma poi siete pure gli stessi che anelavano Moggi al Torino, quello andava bene? Neanche un pochino gobbo? Le stesse idiozie le avete scritte per ultimo su Mandragora quand’è stato preso.

          lasciamo paerdere….

  2. Cosi Juric si renderà presto conto di come siamo messi …male…a livello di impianti e strutture. I due campi del Fila , che tra l’altro la Primavera non sta utilizzando e non so perchè, e soprattutto le attrezzature e quanto servirebbe a una società di Serie A sono incompleti.
    Speriamo Juric abbia pazienza visto quanto verrà pagato, ma a tutto c’è un limite
    E speriamo non veda il robaldo se no se ne va in 2 minuti

  3. Benvenuto Mister Juric. Chissà che possa essere, davvero, l’allenatore giusto per poter riportare il Torino nella parte sinistra della classifica. Frase fatta, ma quanto desidero questo…

  4. E pure questa
    Juric ha visto il Filadelfia e ha detto: Non va bene, è una struttura monca, non c’è neanche la mensa.
    Non è quello che si è detto qui dentro tante volte?
    Ora leva le vele o non le vele, questo com’è arrivato (in visita) già ha fatto un cazziatone al nano solo sul Fila. E non va bene?

  5. Credo che tutti stiamo con Juric. Non è uno sprovveduto, ha le idee chiare, è motivato ha la cazzimma giusta per affrontare Cairo , non perde tempo in ossequi e convenevoli e ripeto mi ricorda Sinisa , anche se forse Juric è ancora più tagliato con l’accetta.
    La domanda che continuo a farmi è perchè Cairo abbia assunto uno che di sicuro rivolterà lui e tutto il Toro come un calzino, a partire dal mercato , alle struttture e soprattutto al modus operandi avuto nei mercati fatti neglki ultimi ….16 anni……
    Questo, se il 6 Luglio si ritorvasse nelle stesse condizioni di Giampaolo la scorsa estate , con zero innesti e almeno il 50% di giocatori obsoleti da allenare….va a Masio , gli incendia la casa e se ne va.

  6. E’ simpatica ‘sta cosa di Juric che dà fuoco a casa di Cairo
    Tuttavia lo devo ancora vedere uno che rinuncia a 2 milioni l’anno e si dimette, oddio, a dir la verità uno c’è stato, Mazzarri (lasciamo paerdere).
    A me sta un po’ illudendo il fatto che non hanno perso tempo per ingaggiarlo, e che, visto che ha già cominciato ad alzare la voce, è probabile che gli diano retta e si sforzino di accontentarlo.
    Illusione, d’accordo.
    I tempi sono decisamente precoci, vedremo.

  7. Il bello è che De Sica al tavolo da gioco ci ha perso una fortuna per davvero.
    Ci sono mille aneddoti su questo. Uno lo raccontava Sordi, andavano in giro a passeggio per Montecarlo (o a Venezia?) e il grandissimo Vittorio gli mostrava tutte le opere pubbliche cittadine -Vedi?- diceva – Tutto realizzato coi soldi miei-

  8. Due giganti, Sordi e Vittorio De Sica, non solo nella commedia.
    “Ladri di biciclette” è del ’49, un film che ha rivoluzionato il cinema mondiale e ispirato tantissimi.
    Quanto ad Albertone, ci sono almeno una decina di grandi film altamente drammatici, capolavori assoluti anche di interpretazione, ma tutti lo ricordano solo come comico.

    • Vittorio De Sica, patrimonio italiano, artista incredibilmente versatile, capace di vette altissime in generi molto diversi, passando con naturalezza ora davanti ora dietro la macchina da presa. Albertone ha fatto anche cose che non mi piacevano per nulla, come regista, sempre secondo i miei gusti, ne ha azzeccati al massimo due o tre (uno memorabile era “Finché c’è guerra c’è speranza”) ma come interprete quanti ce ne ha lasciati? Quanti continuiamo a vedere e rivedere per la centesima volta?

  9. -Ormai siamo tutti destinati ad alternare lunghi periodi di tempo alla finestra ad altrettante sedute ai bordi di un fiume. Vedremo finalmente spuntare da lontano un qualcosa di nuovo o transitare sull’acqua un qualcosa di positivo?
    Dalla sponda ,quel che è certo, apprestiamoci a veder transitare più che altro un vero fiume di parole.

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