Non dire Gatti se non ce l’hai nel sacco

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Attenzione la Juve è tornata ! Ma non la società nota per il suo Stile, inteso come compostezza, eleganza, disciplina, organizzazione, intelligenza e rispetto per gli avversari, appartenuto in tutt’altra epoca ai fondatori e costruttori dell’impero Agnelli, Gianni e Umberto, che lo avevano ereditato dal padre Edoardo. Oggi il taglio dato da Andrea Agnelli (figlio di Umberto e Presidente da quasi 12 anni) è nuovamente quello aggressivo di Boniperti, quello minaccioso di Montezemolo, quello vendicativo di Moggi, che si allinea a quello morboso di Nedved, pieno di cattiveria e di odio verso i nemici, che si vogliono non soltanto sconfitti, ma offesi, umiliati, anzi meglio asfaltati. E’ la ricerca ossessiva del dare sostanza alle ambizioni che non si limita ad un discorso di classifica, di titoli e di trofei, ma sconfina in ambito progettuale e di sviluppo innovativo (la Continassa, il J Hotel, il J Medical e l’Allianz Stadium ne sono esempi), fino a spingersi nella ripristinata visione strategica del calcio mercato, condotto non solo per scoprire e tesserare i calciatori migliori, ma anche per controllare e pilotare quelli scelti od opzionati da altri. Il caso Federico Gatti è emblematico di come la Juve abbia voluto riaffermare la sua superiorità per ridimensionare, a livello cittadino, il piano di rilancio dettato da Juric, che ha pure punzecchiato Vagnati, reo di non aver chiuso tempestivamente la trattativa con il Frosinone.

Toccherà proprio al mister lavoratore, inginocchiato a bordo campo, rigorosamente in tuta di ordinanza, tentare la vendetta contro l’Allegri imprenditore in giacca e cravatta, provocatore nato, spocchioso quando vince, ma rosicone quando perde, con le nostre solite armi, l’aggressività, la concentrazione, il ritmo e il coraggio nei duelli, confidando che ogni singolo giocatore fornisca una prestazione fuori dall’ordinario. In porta si dovrà superare Milinkovic Savicinesca, a centrocampo ci sarà da azzannare i polpacci avversari con Rolando Mandracula, davanti occorrerà eludere le ruvidezze di Rugani e De Ligt e siglare con Andrea Goletti, mentre in difesa bisognerà calmare la furia agonistica bianconera con Gleison Bremuro. E proprio la marcatura del brasiliano sul nuovo idolo Vlahovic sarà di importanza vitale nel desiderio granata di indirizzare il match, anche se l’organico juventino è talmente ricco di giocatori decisivi, da rendere obiettivamente complicato credere che Ivan Juric possa diventare il successore di Gian Piero Ventura (ultimo a vincere un derby quasi 7 anni fa). Come insegna la storia, però, anche lo strapotere zebrato ha conosciuto le sue debacles, a cominciare dal processo per doping, per continuare con Calciopoli, fino ad arrivare al caso Suarez, alla bocciatura della Superlega, alle vicende giudiziarie in merito alle plusvalenze e ai dubbi, in sede di analisi finanziaria, sui 70 milioni di Euro da sborsare alla Fiorentina per l’attaccante serbo, nonostante i 389 milioni di debito netto e la crisi dell’intero sistema calcio. Dunque proviamo a dare una bella spallata al ritrovato cannibalismo bianconero, tentiamo di far vacillare il feroce senso di appartenenza dei cugini, sarebbe un bellissimo segnale per le aspirazioni di un Toro che vuole, a poco a poco, cambiare la storia.

1 commento

  1. -Caro Roby,confratello di pari fede,
    Magari potesse succedere quanto tu auspichi ma, come già commentato su altro post, la differenza economico-tecnica tra le due squadre è talmente abissale che ,sempre a mio avviso, non dovrebbe esserci partita. Basterebbe confrontare il loro trio d’attacco con la nostra difesa ,in cui il solo Bremer potrebbe dare una certa garanzia.
    Mi associo comunque a coloro che sostengono che il nostro vero campionato inizierà da domani creando gli opportuni accorgimenti per gettare le basi di un possibile GRANDE TORO in prospettiva futura.
    FVCG (ora e per sempre).

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