Stefano Borghi sul Torino: "Squadra che non so come possa essere messa in campo"
Le parole del telecronista a “L'ascia raddoppia”, format di Cronache di Spogliatoio
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Credits: Cronache di Spogliatoio
Nella serata di ieri è andata in onda “L'ascia raddoppia”, format di Cronache di Spogliatoio con protagonista il noto telecronista Stefano Borghi. Tra le tematiche, si è parlato anche del calciomercato estivo del Torino.
Stefano Borghi sul Torino
Parole di speranza per i tifosi del Torino? Che ci sono altre 37 partite e peggio di così non si può fare. Ci eravamo lasciati alla fine della scorsa stagione parlando del Torino e dicendo che tra le tante accuse rivolte il problema principale è che dall'esterno comunica poca ambizione.
Sul mercato estivo
Quest'estate la parola ambizione è stata molto usata da presidente e direttore sportivo. Qui il concetto è stato usato in un mercato molto offensivo, per ribaltare una squadra molto di contenimento, con molti giocatori offensivi presi, il ritorno di Zapata, presi esterni d'attacco…secondo me è stata costruita una squadra che non so come possa essere messa in campo.
Urbano Cairo
E' una squadra che ha tanto potenziale offensivo ma non ha l'impalcatura per poterlo reggere. Poi, ha preso giocatori che devono recuperare continuità e ritmo come Ngonge e Simeone. Ngonge ha fatto 400 minuti la scorsa stagione, Simeone non so se è arrivato a 3mila in tre anni. Possono dare tanto ma devono tornare protagonisti.
Ora ha preso Asllani che è un giocatore di livello, ma se l'idea è fare un 4-2-3-1, l'ultima delle sue caratteristiche positive è quella delle coperture preventive. Non hai preso difensori, se non Ismajli. Schuurs sono due anni che non gioca. E' una squadra che avrà bisogno di tempo.
Le parole di Biasin
Poi c'è un problema ambientale, con San Siro, 70mila spettatori, in cui cantavano solo i tifosi del Toro e dopo venti minuti è partita la contestazione. Ma è comprensibile, perché il tifoso del Toro vive da troppi anni nel purgatorio della mezza classifica. Il tifoso del Torino non ha emozioni, io lo capisco. Non riesce a dire “regalami la possibilità di sognare in alto”, e non ha neanche la paura dietro.