La serie A riparte il 13 giugno? Ecco il calendario

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Andrea Belotti gol
Andrea Belotti gol

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Siamo alle ultime curve, ma la Serie A è pronta a ripartire.Da lunedì prossimo la ripresa degli allenamenti collettivi, il 13 giugno la data del (possibile) nuovo via. Manca l’ultimo sì del governo, che può arrivare da qui a una settimana.

Lla Figc ha modificato il protocollo per la ripresa degli allenamenti seguendo le indicazioni dettate dal Comitato tecnico scientifico del governo. Così il ministro Spadafora, in un’informativa alla Camera dei Deputati, ha dato il suo ok agli allenamenti collettivi: “Pochi minuti fa ho ricevuto una lettera del presidente federale Gravina, in cui ha reso noto che la Figc ha accolto tutte osservazioni del Comitato Tecnico Scientifico, riadattando il protocollo consentendo senza altre difficoltà di riprendere gli allenamenti dal 18 maggio”.

Per il 20 maggio Gravina convocherà un Consiglio Federale per mettere a punto un protocollo apposito per le partite. La Lega Calcio ha invece messo a punto un piano operativo, compreso di date, per ripartire. Due le proposte al vaglio: 13 o 20 giugno. La scelta è ricaduta sul 13, con maggioranza schiacciante (15 a 5, erano per il 20 Sassuolo, Napoli, Torino, Sampdoria e Udinese). Una fretta figlia delle tante partite che andranno giocate in un lasso di tempo breve.  (calciomercato.com)

Analizziamo quindi come potrebbe essere il nuovo calendario, tra Serie A e Coppa Italia: 

13 giugno, 27esima giornata Serie A:

Torino-Udinese

17 giugno, recuperi 25esima giornata Serie A:

Torino-Parma

20-21 giugno, 28esima giornata Serie A:

Cagliari-Torino

24 giugno, 29esima giornata Serie A:

Torino-Lazio

27-28 giugno, 30esima giornata Serie A:

Juventus-Torino

4-5 luglio, 31esima giornata Serie A:

Torino-Brescia

8 luglio, 32esima giornata Serie A:

Inter-Torino

11-12 luglio, 33esima giornata Serie A:

Torino-Genoa

15 luglio, 34esima giornata Serie A:

Fiorentina-Torino

18-19 luglio, 35esima giornata Serie A:

Torino-Verona

25-26 luglio, 36esima giornata Serie A:

Spal-Torino

29 luglio, 37esima giornata Serie A:

Torino-Roma

1-2 agosto, 38esima giornata Serie A:

Bologna-Torino

9 Commenti

  1. il calcio e’ contatto, un positivo di una squadra bloccherebbe 3 o 4 squadre giocando ogni tre giorni, penso che si parta e poi si blocchi nuovamente tutto….. poi per il fatto che si giochi ogni 3 giorni mi fa’ ripensare alla nostra ampia rosa…… sfoltita in tempo pure a Gennaio….

  2. Ho già espresso la mia opinione in proposito. Ripartire o almeno provarci non solo è giusto è doveroso. Poi il 13 o il 20 npoco cambia, c’è gente che muore di fame, che ha bisogno di lavorare e non parlo dei giocatori dei serieA e un sistema che necessita entrate di denaro per mantenere il carrozzone vivo.
    Non possiamo permettere di buttare nel cesso gli introiti del calcio dentro e intorno ad esso
    Mi stupisce che ci sia gente che non lo vuole capire.
    Lo dico a costo di temere una retrocessione perchè la rosa del Toro è quella che è e una partita ogni 3 giorni specie se si ammala qualcuno il Toro non so se la regge . Pazienza magari sara l’occasione per un cambio di proprietà.
    Il calcio è sport di contatto ma chi va in campo è controllato e certificato. Se dovesse saltare fuori un positivo va in quarantena come è logico che sia, ma intanto si inizia con tutti negativi.
    Se poi accade l’irreparabile allora toccherà bloccare tutto e allora il campionato non finirà cone le conseguenze che posso solo immaginare.
    Poi anche in Germania Spagna e Inghilterra ripartono e mi risultano paesi tutti più indietro di noi come contagi. Non vedo perchè loro possono e noi dobbiamo fare la cagata di distruggere tutto
    In Francia ora invece devono occuparsi di contenziosi e spese legali. Bella roba.
    Il calcio come la vita deve ripartire, deve continuare.

  3. é incredibile, in TUTTI i posti di lavoro sono, giustamente, imposte regole ferree, distanziamento, mascherine, mentre per il calcio, no, va bene mettere 22 persone a strettissimo contatto
    poi non si capisce per quale motivo, ancora oggi, cittadini con sintomi chiari devono aspettare una settimana per fare un tampone (testimonianze dirette) mentre i calciatori fanno tamponi ripetuti ogni tre giorni, ricordando anche che, ad oggi, è impossibile fare un tampone privatamente
    Se vogliamo credere alla favoletta che lo fanno per le persone che lavorano nel calcio o intorno ad esso, allora dobbiamo chiederci per quale motivo non si fanno deroghe per altre categorie, come la ristorazione ad esempio, con tavoli a due metri, in quel caso non si pensa a decine di migliaia di famiglie.
    Il motivo è uno solo, economico, e non dimentichiamo che nel calcio ci sono i potentati economici più influenti in Italia.
    Sono però curioso di conoscere quali saranno gli ascolti delle partite. Non si può andare allo stadio naturalmente, ma io NON seguirò una sola partita in tv. E spero che in tanti facciano come.
    Poi nessuno cita coloro che lavorano nella pallavolo, nel basket, nel rugby. Ah già, ma tanto il calcio salverà l’Italia e l’economia italiana…

    • @Biz, FOSSERO 22! Considera anche Arbitri e guardialinee, raccattapalle, cameraman a bordo campo più quelli in giro per lo stadio, addetti alla sicurezza più personale vario…Credo che qualcuno abbia fatto un calcolo per difetto ed abbia indicato circa 200 persone in tutto….E moltiplica per le partite che si dovrebbero giocare e moltiplica per il “fattore-spostamento” (“da” e “per” lo stadio..) oltre che lo spostamento dalle proprie città verso le città dove si svolgeranno le partite….
      In una parola? IMPOSSIBILE. Impossibile farlo in totale sicurezza, IMPOSSIBILE che vengano accordati “privilegi” speciali al calcio e NON ad altri Sport come quelli che hai citato anche Tu ma ce ne sono tanti altri.. Resta comunque il GROSSO GROSSO problema della salute delle persone colpite da COVID-19 che, ANCHE SE GUARITE, avranno problemi ANCHE DOPO la guarigione, quanto seri dipende dalla gravità della malattia: qui NESSUNO capisce che i calciatori stanno rischiando LA PELLE nel vero senso, altro che SLA (che statisticamente colpisce PIU’ gli ex-calciatori che altre classi di lavoratori..), altro che “controlli troppo stringenti”!!

  4. ma si infatti, quando si fanno deroghe a regole è sempre profondamente ingiusto, e ribadisco, se il motivo è salvare il lavoro, allora non si capisce perché non si facciano deroghe in altri settori dove il danno è stato maggiore e dove rischiano il lavoro un numero di persone e famiglie decisamente più alto…
    la percentuale PIL nazionale del calcio è di 0,19%
    mentre quello della ristorazione (bar, ristoranti ecc) è di circa 10%

  5. Biziog: su questo punto concordo in pieno. Quello che ho detto per il calcio vale anche per gli altri settori dove giustamente il pil e la gente che ci lavora è maggiore
    Sull’attesa troppo lunga di persone con sintomi, per avere un tampone, questa è temo la soilita cagata all’italiana.
    I tamponi costano lo so , ma sulla salute non si risparmia
    I tamponi e i test sierologici iniziali andrebbero fatti a tappeto

  6. DJ, ma è proprio lì il punto, è difficile, terribile, scegliere tra il disastro economico e la salute, ma in effetti se il rischio è ancora alto cosa fai? Scegli il male minore, perché se ci fosse un’altra ondata, con ulteriori chiusure, sarebbe ancora peggio… ma al di là delle nostre opinioni in merito, che possono essere diverse, la scelta sbagliata a priori è quella di adottare pesi e misure diverse. Ed è quello che sta avvenendo con il calcio.

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