Le pagelle di Juventus – Torino 4-1

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Simone Verdi
Simone Verdi, attaccante del TorinoFc

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TORINO (3-4-2-1):

SIRIGU 6: Come a Cagliari, prende 4 gol, senza grandi responsabilità: troppo ravvicinate le prime due conclusioni, tradito da Djidji sul quarto gol, sul gol di Ronaldo potrebbe stare forse un mezzo passo più a destra.

IZZO 6,5: Il migliore della difesa e non solo perchè deve prendersi cura di Cristiano Ronaldo. Contro il portoghese disputa sempre grandi prestazioni, dando dimostrazione delle sue doti in marcatura, ma anche nell’anticipo. Un solo neo, l’ammonizione che gli fa saltare la prossima gara col Brescia.

LYANCO 4,5: Sempre in difficoltà quando viene puntato. Cuadrado lo fa secco in occasione del 2-0. Prima Dybala si prendersi gioco di lui e realizza l’1-0, poi Cuadrado lo fa secco in occasione del 2-0. Meglio nella ripresa, ma le doti di leader della difesa, al momento, non le ha.

BREMER 6: Primo tempo decisamente “soft”, in cui pare lento e appare mentalmente distante dalla partita. Meglio nella ripresa, quando è più determinato e si mette in luce per alcune rapide chiusure, nel duello col connazionale Douglas Costa.

84′ DJIDJI 4: Realizza goffamente l’autogol dell’1-4 e si fa saltare come un birillo da Douglas Costa. Pochi minuti, deleteri.

DE SILVESTRI 5,5: Come al solito, non si tira mai indietro quando c’è da lottare: prova a spingere, ma al momento della rifinitura è impreciso e sbaglia la misura degli appoggi. E’ attento in difesa, concede poco dalla sua parte, aiuta Rizzo nel raddoppio su Ronaldo.

80′ EDERA: s.v.

MEITE’ 6: In balia del centrocampo bianconero nel primo tempo, si conferma comunque uno dei più in forma del Toro: si sacrifica tanto in copertura, nella ripresa fa valere la prestanza atletica, anche se non è il giocatore da cui ci si possono aspettare le giocate di qualità.

LUKIC 5,5: Cerca di dare ordine e a tratti ci riesce, ma il pressing del centrocampo bianconero gli toglie spazi e visione di gioco. Manca la continuità, e come al solito si limita a tocchi brevi, che non danno verticalità alla manovra.

AINA 5: Asfaltato da Cuadrado, evidenzia tutti i limiti del repertorio: forma fisica approssimativa, tocchi imprecisi, tanta confusione. Responsabilità anche sui primi gol subiti, commette il fallo di mano che regala a Ronaldo la punizione del 3-1.

84′ ANSALDI: s.v.

BERENGUER 5,5: Si muove e si sacrifica molto in fase di copertura, e spesso gli manca un po’ di lucidità in fase di rifinitura. Poco preciso, tiene troppo il pallone e spreca occasioni favorevoli.

VERDI 6,5: Il più attivo del Toro, impegna Buffon prima di procurarsi il rigore. Nel secondo tempo resta vivo e mette in apprensione la retroguardia di casa: realizza il gol del 2-2, che viene però annullato per fuorigioco di Belotti.

67′ MILLICO 5: Il nulla: tocca due palloni in 25 minuti e non lascia alcun segno. Forse in società, qualcuno ha sopravvalutato le capacità di questo ragazzo senza esperienza.

BELOTTI 6,5: Non ha molti palloni disponibili; lui come al solito ci prova, ma avrebbe bisogno anche della squadra. Realizza il rigore che sembra riaprire la sfida (quarta gara consecutiva in rete, nuovo record per lui) e si muove tantissimo, pur senza avere altre occasioni.

ALL. LONGO 4,5: Un’altra sconfitta senza attenuanti: un gol preso dopo due minuti, la totale mancanza di reazione, se non ad inizio ripresa. Troppo poco per cercare di uscire indenni dallo Stadium. Sul piano del gioco, si è addirittura peggiorato rispetto all’ultimo Toro di Mazzarri: la partita col Brescia diventa fondamentale anche per il giovane tecnico granata.

JUVENTUS (4-3-3):

Buffon 6,5 – Cuadrado 7 – De Ligt 7 – Bonucci 6,5 – Danilo 6 – Bentancur 7,5 – Pjanic 6 (49′ Matuidi 6) – Rabiot 6 – Bernardeschi 5 (55′ Douglas Costa 7) – Dybala 7,5 (80′ Higuain s.v.) – Cristiano Ronaldo 6,5 – ALL. SARRI 6,5

ARBITRO, sig. MARESCA 6,5: Nel primo tempo lascia correre e sorvola sulle scenate degli juventini che si buttano a terra ad ogni minimo contrasto. Vede sempre bene, è vicino all’azione, non si fa condizionare dalle proteste dei padroni di casa. Una direzione di gara impeccabile, fino al 75′: non vede il rigore di Cuadrado su Belotti, ma cosa ancor più grave, il VAR (ancora una volta), lascia correre senza intervenire. La differenza tra le due squadre è netta ed evidente, ma se vai sul 2-3 ad un quarto d’ora dalla fine, le cose possono anche cambiare.

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