Le pagelle di Torino – Genoa 3-0

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Andrea Belotti
Andrea Belotti

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TORINO (3-4-1-2):

SIRIGU 7: Decisivo all’inizio dei due tempi. Nel primo su Pinamonti, nella ripresa sullo stesso attaccante rossoblù e su Schoene. Per il resto, svolge ordinaria amministrazione.

LYANCO 6: Buono il primo tempo, quando non corre rischi in difesa e prova anche ad imbastire l’azione. Nell’intervallo “stacca” il cervello, e nella ripresa si presenta un giocatore distratto, nervoso, che si fa prima ammonire e poi rischia l’espulsione. Longo lo sostituisce prontamente per evitare guai peggiori.

16′ st IZZO 6: Ordinato, attento, senza fronzoli.

NKOULOU 7: A parte i primi minuti in cui la squadra non trova le distanze, comanda alla grande la difesa, è perentorio negli anticipi, e autoritario nelle chiusure. Una prova senza sbavature.

BREMER 6,5: Si divora un gol incredibile, ma si fa perdonare qualche minuto dopo incornando ancora il Genoa su calcio d’angolo, proprio comer all’andata. Non è solo il gol che porta in vantaggio il Toro, ma è quello che cambia la partita. Anche in difesa non sbaglia nulla, e concede pochissimo.

DE SILVESTRI 6: Prima contro Barreca, poi contro Criscito: non concede nulla, è bravo nelle diagonali e chiude con puntualità. Non spinge mai, ma non gli si può chiedere di più: ad inizio ripresa si piega sulle ginocchia e sembra esausto, eppure resiste fino alla fine. Non sempre perfetto, ma mostra un enorme cuore: urge assolutamente un turno di riposo.

MEITE’ 7: Ma ci voleva il Covid per farlo tornare a giocare in questo modo ? E’ ovunque, sradica palloni, e li imposta sempre, denotando non solo acume tattico, ma anche una buona visione di gioco. Dopo il tentativo da cui era nato il terzo gol col Brescia, prova di nuovo a colpire da fuori area, senza fortuna. A parte il pallone che si fa rubare ad inizio partita, è il migliore del Toro, dopo il capitano: regala anche un assist invitante per Zaza, che però non aggancia.

RINCON 6: Non certo il miglior Rincon visto in maglia granata, ma rispetto alle ultime prestazioni, fa un bel passo avanti. Limita Schoene, chiude le linee di passaggio, aiuta i compagni nel raddoppio di marcatura quando serve: ruba qualche pallone in più, ma rispetto alle gare precedenti, li gestisce quasi sempre in modo corretto.

ANSALDI 6: Quanta fatica nella sua corsa, indice che la forma fisica è davvero precaria. Presidia la fascia, anche se all’inizio stenta a trovare la posizione e ripiega spesso a raddoppiare su Iago Falque. Una gara “normale”, ma da lui è lecito attendersi molto di più.

22′ st AINA 6: Presidia la sua fascia, controlla Ghiglione, prova ad accompagnare qualche contropiede di Belotti: è il meno utilizzato degli esterni, ma proprio per questo, nelle ultime gare è apparso il più lucido.

VERDI 6: Parte male, cercando un passaggio invece di tirare dal limite, prosegue peggio, cercando la conclusione da lontano invece di proseguire. Non è in grande giornata, ma sui calci piazzati (punizioni o corner), mette sempre apprensione nella difesa ligure. Si fa vedere, è punto di riferimento dei compagni in ogni ripartenza, ma non è molto preciso.

22′ st LUKIC 6,5: Il gol del 2-0 è un gioiello che probabilmente sancisce la definitiva salvezza raggiunta dal Torino. E’ ancora giovane, se avesse maggiore “cattiveria” agonistica e più coraggio nel tentare le giocate, potrebbe stare tranquillamente nella rosa dei centrocampisti granata, perchè il tasso tecnico c’è e il gol lo dimostra.

ZAZA 6: Per tutto il primo tempo, è più fastidioso delle zanzare dell’Olimpico: o commette fallo, o sbaglia un passaggio, o si fa anticipare. Un po’ meglio nella ripresa, quando è più utile nel disturbare il giropalla genoano, che nell’offendere. Nel finale si innervosisce e finisce per beccarsi un giallo inevitabile.

BELOTTI 9: A parte andare in rete per la settima gara consecutiva, sorprende per la tenuta fisica: non solo corre 98 minuti, ma pressa da solo, “strappa” ogni volta che ne ha la possibilità, si lancia sulla fascia, ripiega a rubar palla al limite della propria area, carica di ammonizioni le difese avversarie, serve l’assist a Lukic. E’ il simbolo di questa squadra: il terzo gol ha l’unico difetto di non far venire giù la Maratona, perchè la partita è a porte chiuse.

50′ st SINGO: s.v.

ALL. LONGO 7: Il Toro parte male, poi finalmente trova le misure, e gestisce bene la partita: ottime le soluzioni preparate in allenamento sui calci piazzati, bravo a togliere Lyanco prima di rimanere in dieci. In undici partite, sette sconfitte, tre vittorie e un pari. Non certo un ruolino impressionante, ma a suo favore va riconosciuto che ha vinto le tre partite (e forse avrebbe vinto anche quella col Parma, se il Gallo non avesse fallito un penalty) che non doveva sbagliare, quando la pressione addosso era altissima e un eventuale passo falso avrebbe compromesso la stagione. Questo Toro è da rifondare, ma in una stagione di enormi difficoltà, il tecnico napoletano ha saputo riprendere una squadra moralmente a terra, e mantenere il gruppo sulla rotta della salvezza.

GENOA (3-4-1-2):

Perin 5,5 – Goldaniga 5 – Zapata 5 – Masiello 5,5 – Biraschi 5,5 (31′ st Ghiglione s.v.) – Behrami 6 – Schone 5 (30′ st Lerager s.v.) – Barreca 5 (15′ st Criscito 5,5) – Iago Falqué 6 (22′ st Destro 5) – Sanabria 5 (14′ st Pandev 5) – Pinamonti 5 – ALL. Nicola 5

ARBITRO, sig. ROCCHI 6: Sarà il caso, ma quando c’è di mezzo il Toro, quello che viene considerato il miglior arbitro italiano, incappa sempre in prestazioni non particolarmente brillanti. Non commette errori gravi, ma ogni tanto sbaglia a leggere gli interventi, invertendo i falli e non è sempre uniforme nella gestione dei cartellini. La sua fortuna è che non ci sono casi da VAR (Masiello non sembra toccare il pallone con la mano), ma da uno del suo calibro è lecito attendersi qualcosa di più.

2 Commenti

  1. I voti non li ho mai sopportati, meglio i giudizi e molto meglio i giudizi “di squadra” dato che il calcio E’ un gioco di squadra…Quindi oggi bravi tutti, sia quelli in campo che quelli fuori che, come ha detto Moreno Longo, “…[–] credo che questa sera Belotti avesse lo spirito Toro, ma non solo, tutta la squadra ce l’aveva, e quando parlo di squadra parlo di tutti, non solo chi ha giocato, dato che sentito quelli dalla panchina incitare i compagni….”…
    Moreno ha lavorato proprio su questo, lo spirito di squadra, cioè quello che è venuto a mancare da Settembre scorso: ognuno per sé, ed i risultati (purtroppo..) si sono visti sui campi da calcio….
    Mancano ancora 5 partite alla fine, e “la benzina” sono in tanti ad averla finita, ed i risultati “inattesi” possono sempre capitare, e Longo ha ancora alcuni elementi da gettare nella mischia…..

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