Toro da rifondare

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Urbano Cairo
Urbano Cairo Presidente del Torino Fc

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36^ GIORNATA DEL CAMPIONATO 2019/2020 – DOMENICA 26 LUGLIO 2020, h. 19,30
SPAL – TORINO: 1 – 1


MARCATORI:
VERDI (T) al 12°, D’ALESSANDRO (S) al 35° s.t.


SPAL (4-3-3): THIAM; CIONEK, SALAMON, VICARI, FARES (dal 12° s.t. ISKRA); MISSIROLI, DABO,
MURGIA; STREFEZZA (dal 39° s.t. HORVATH), PETAGNA, DI FRANCESCO (dal 12° s.t.
D’ALESSANDRO).
ALL.: LUIGI DI BIAGIO


ESPULSI: NESSUNO


AMMONITI: CIONEK e SALAMON per gioco scorretto.


TORINO (3-4-1-2): SIRIGU; IZZO, NKOULOU, BREMER; BERENGUER, MEITE’, RINCON (dal 21° s.t.
LUKIC), ANSALDI; VERDI (dal 40° s.t. EDERA); ZAZA, BELOTTI.
ALL.: MORENO LONGO


ESPULSI: NESSUNO


AMMONITI: ANSALDI, BELOTTI e RINCON per gioco scorretto.


ARBITRO: ABISSO di Palermo.


Il Toro è salvo con due giornate d’anticipo. Evviva il Toro! Sì, EVVIVA IL TORO sempre, ma quello visto quest’anno non può essere il vero Toro, perché in diverse occasioni è stato inguardabile.
Faccio mie le parole di Mister Longo, espresse dopo la deludente prova in casa della Spal: “Chi indosserà questa maglia l’anno prossimo la dovrà volere”. Mister Longo ha conseguito il suo obiettivo, ma immagino con quanta fatica, sofferenza e pazienza; in effetti le sue parole sono emblematiche del suo stato d’animo a salvezza acquisita. Ma non può passare in secondo ordine il modo in cui è stata conseguita la salvezza; un pareggio in casa dell’ultima in classifica, già retrocessa, la Spal, che aveva perso le ultime sei partite. Il Toro è andato in vantaggio con uno splendido gol di Verdi, miglior granata a Ferrara, rinato dopo una prima parte di campionato negativa, ma si è fatto raggiungere al 35° del secondo tempo in contropiede: Meitè ha perso palla a centrocampo e la difesa si è fatta trovare scoperta. Un gol da polli, l’ennesimo, a dimostrazione della poca lucidità, determinazione e concentrazione della squadra. Questo campionato è da dimenticare in fretta, e sarebbe ora che il Toro si desse una struttura adeguata e diventasse una formazione all’altezza della sua Storia. Credo che questa squadra sia da rifondare in tutto e per tutto. Non è possibile non avere un centro sportivo; non è giusto che il Filadelfia non sia ancora ultimato; non è accettabile che le giovanili vadano a giocare in diversi campi della città o dell’hinterland; non è più ammissibile che il Toro disputi dei campionati anonimi come tanti degli ultimi anni. Il Toro deve ambire a diventare una squadra di primo livello, che possa competere con le cosiddette grandi. Si dice che una cordata di imprenditori sarebbe intenzionata ad acquistare il Toro versando 100 milioni di Euro, che sarebbero garantiti da un fondo sovrano. Ma, nel medesimo tempo, il Patron Cairo ha detto che non vuol vendere il Toro, anzi è intenzionato a potenziare la squadra.

I proclami valgono poco, contano i fatti, e questi devono ancora manifestarsi. Intanto i due capisaldi della squadra, Belotti e Sirigu cosa vorranno fare? Per rimanere nel Toro vorranno una squadra degna di questo nome, perché hanno la possibilità di accasarsi in compagini che aspirano a traguardi ambiziosi. Il Patron Cairo avrà la possibilità di effettuare investimenti importanti? Sono tutti interrogativi che al momento non hanno risposta. Ma è evidente che il tempo a disposizione non è molto, a causa dei cambiamenti di calendario imposti dal Covid-19.
Un pensiero speciale va riservato al grande Sergio Vatta, mancato il 23 luglio scorso, che ha dato lustro al settore giovanile granata dove iniziò nel 1976 per rimanervi sino al 1991. Vatta vinse 15 trofei: due campionati Primavera, due campionati Berretti, sette Coppe Italia Primavera e quattro tornei giovanili di Viareggio.

Franco Venchi

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