Toro ecco cosa devi fare

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Rubrica Colazione Granata
Rubrica Colazione Granata di Giovanni Goria - su www.cuoretoro.it

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Con la sconfitta contro il Cagliari è arrivata la terza delusione di questo campionato e così il Toro si trova ultimo in classifica a 0 punti, con l’ombra dell’incubo della stagione precedente e i tifosi sfiniti, delusi e divisi.

Il popolo granata  contesta sempre più il proprio presidente Urbano Cairo che non parla, non rilascia comunicazioni e/o interviste e viene accusato dai tifosi di “15 anni di nulla”.

Il calciomercato insufficiente e deludente è ormai comunque storia passata. Bisogna pensare a costruire il futuro. 

Ecco cosa dovrebbe fare il Toro:

la premessa inevitabile è che, per praticamente tutti i punti che verranno affrontati, una sola parola è fondamentale: investire, perché per raccogliere bisogna seminare. 

  • QUESTIONE ALLENATORE 

Marco Giampaolo ha bisogno di tempo. È da quando è arrivato che si ripete, ma al Toro tempo non ce n’è. È un grossissimo limite avere un allenatore fissato su un unico modulo, nonostante la sua idea di gioco e la sua filosofia di calcio siano molto interessanti e apprezzabili. Giocatori fuori ruolo e giocatori senza spirito, grinta e atteggiamento “da Toro” (ovviamente l’unico escluso anzi più che escluso Belotti, al quale andrebbe fatta una statua in centro a Torino). 

3 partite 0 punti. Con l’Atalanta ci sta perdere, ma con Fiorentina e Cagliari te la devi giocare e se non arrivano risultati bisogna prendere provvedimenti, dare una scossa. 

In più non si può dire alla stampa: “Rincon è un regista” o “Al mercato del Toro do 10”, perché il tifoso si sente preso in giro. Conte è un allenatore che attacca molto spesso la società, se non si vanno a prendere i giocatori che vuole lui, sarà un “piangina” però così facendo poi vince. Saranno coincidenze?

Se a Sassuolo non arriverà un risultato positivo qualcosa dovrà per forza cambiare… 

  • FILADELFIA

Questo benedetto impianto va terminato! Il Toro non può allenarsi in un centro sportivo incompleto! Queste sono le basi. Già il fatto di avere solo due campi è un limite enorme che non permette ad esempio di allenarsi con la Primavera, vedere i giovani del settore giovanile e seguire il loro percorso di crescita, non permette di confrontarsi e non permette tante altre cose.

Adesso si spera che vengano costruiti una zona relax e una mensa per la squadra, grazie all’intervento del Commendator Beretta e ad un contributo del presidente Cairo. Questo permetterebbe ai giocatori di passare praticamente tutto il giorno insieme e creerebbe le condizioni ideali per amalgamare il gruppo, tra lavoro in campo, allenamento in palestra, fisioterapia, riunioni tecniche e momenti di svago. 

A proposito, ma perché la fascia di erba per gli infortunati, che si stava allestendo nella parte del Filadelfia è ancora incompleta? E, in teoria, dovrebbe essere pronta tra un mese. Questi sono sinonimi di mancata programmazione. 

  • SCOUTING

Al Toro è sempre mancata un’area scouting all’altezza. Non si sa se ci sono osservatori che viaggiano per andare a visionare dei giovani, per vedere i vari campionati nel mondo con costanza e per seguire gli allenamenti e le partite delle “cantere” dei club. Quanti talenti si  potrebbero trovare? 

Giocatori che hai trovato tu e che hai cresciuto tu possono diventare poi possibili plusvalenze che ti ripagano dell’investimento e del lavoro svolto. È ora che una squadra come il Toro faccia questo tipo di percorso. 

La palla passa a Giammario Specchia, che dal 31 agosto scorso è il nuovo responsabile dell’area scout granata, uomo di fiducia di Vagnati arrivato anche lui dalla Spal e di cui diversi addetti ai lavori parlano molto bene. Speriamo che lui, Vagnati e i loro collaboratori, possano fare un lavoro di questo tipo. Ovviamente dipende tutto dal presidente, da quanto budget è disposto a dargli e se crede in questo tipo di lavoro. 

  • SQUADRA

La squadra almeno fino a gennaio (e quando arriverà gennaio non si potrà non fare il calciomercato come gli altri anni!) rimarrà questa, quindi è inutile focalizzarsi su chi doveva arrivare e chi doveva partire. 

Le principali colpe di questo periodo buio sono, senza ombra di dubbio, da attribuire alla società ma anche la squadra ha la sua percentuale di responsabilità. 

Squadra senza obiettivi, senza motivazioni, senza orgoglio, senza una filosofia di calcio, senza IDENTITÀ. In questo modo dove si pensa di poter andare, quando solo il capitano è l’unico a incarnare i valori e lo spirito della maglia che indossa la domenica? 

Almeno vedere tirare fuori l’orgoglio personale, la grinta e la riconoscenza verso un popolo che non ha mai lasciato sola la squadra e che è follemente innamorato dei propri colori. Una tifoseria che in questo momento difficilissimo purtroppo non può dare la spinta in più, non può essere ulteriore energia e benzina nelle gambe dei giocatori ma che merita dei risultati. Almeno per loro, per la storia e “il peso” di indossare quella maglia granata, ricca di significati e di senso di appartenenza, ragazzi tiratevi su le maniche!

  • PROGRAMMAZIONE 

È arrivato il momento di essere chiari con i tifosi! Questa è una società che va avanti senza destinazione, quasi per caso. 

E il calciomercato ne è stata un’ulteriore prova. Si sono prese solo seconde se non terze o quarte scelte e questo non è accettabile.

È ora di sedersi a un tavolo, guardarsi negli occhi e prendersi le proprie responsabilità. È il momento di domandarsi quale obiettivo stimolante prefissarsi e programmare il suo raggiungimento. Perché qui non si è toccato il fondo, si è andati ancora più giù. 

Giovanni Goria

3 Commenti

  1. -Manca un tassello importante,direi fondamentale al “Toro ecco cosa devi fare”: mettere un bel cartello all’ingresso della sede di via Arcivescovado con la scritta “VENDESI”.

  2. E’ evidente che tutto questo in quindici anni non è mai stato fatto. E’ non verrà fatto. Giusto, visto che non si è in grado di farlo l’unica soluzione per farlo, scusate i giri di parole, è VENDERE, in modo che lo possa fare qualcun altro più in grado, con più voglia e con più capacità.

  3. A proposito di fuori ruolo: Gojak è un trequartista, ha scelto la maglia n. 10. Lukic è una mezz’ala che sa inserirsi bene, lo ha dimostrato sia domenica in occasione del rigore procurato, sia nelle partite dello scorso campionato con Longo. E’ invece cosa succede qui? Da un’intervista scopriamo da Giampaolo che Gojak è stato preso per fare la mezzala, e Lukic viene impiegato da trequartista, ma non ha nè la visione di gioco nè la capacità di suggerire l’ultimo passaggio. E’ bravo negli inserimenti ma non ha il passo da trequartista. Risultato: due giocatori fuori ruolo e una mezz’ala, Meitè, che quando ha la palla tra i piedi deve pensare un quarto d’ora cosa deve fare. Mettere Lukic al posto di Meitè e Gojak al posto di Lukic in modo da avere i giocatori a ruolo giusto al posto giusto è così difficile? Non credo che ci voglia un maestro di calcio per capirlo.

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