Nicola: “ serve consapevolezza e ambizione di fare meglio”

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Davide Nicola
Davide Nicola

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Davide Nicola ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della gara contro il Benevento.

BENEVENTO – «E’ la partita più importante. Raggiunto obiettivo, me ne pongo un altro: vogliamo agganciare altre squadre e giocare con entusiasmo. E’ il momento di porsi un altro obiettivo, domani vorremmo giocare da Toro».

PERIODO AL TORO – «In quattro mesi, non c’è stato un giorno in cui non abbia voluto ottenere il risultato. Dietro c’è un grande lavoro, sono orgoglioso e soddisfatto. Sono soddisfatto per il lavoro che mi è stato chiesto, ma non sono soddisfatto se questo è il nostro lavoro: primo obiettivo centrato, il secondo è quello di domani. E il terzo, finito il campionato, vedremo. Dobbiamo avere l’ambizione di raggiungere il massimo, vivo tutto con questo spirito. Le scelte non vengono fatte per pentirsi, ma per apprendere. Mi piacerebbe provare una strategia diversa, ma non cambia nulla. C’è una logica dietro a tutto e un modo di pensare, oltre all’istinto».

STIMA DEI TIFOSI – «Quando c’è unità di intenti, tutto è possibile. Sembra accontentarsi di poco, ma sono realista: se parlo di salvezza complessa, è perché in questa piazza ci sono determinate ambizioni. Non era scontata, l’abbiamo raggiunta ma serve consapevolezza e ambizione di fare meglio». (calcionews24.com)

17 Commenti

  1. -Ancora grazie Davide ,grazie di tutto ed anche per aver ampiamente dimostrato d’essere uno di noi. Purtroppo sappiamo benissimo tutti con chi abbiamo a che fare per cui le speranze di un tuo rinnovo sono ridotte ad un lumicino.
    FVCG (ora e per sempre).

  2. Se avessimo una società seria in grado di programmare con un direttore sportivo competente e un presidente lucido forse fra gli allenatori si può anche trovare di meglio. Ma visto che tutto questo non c’è credo che per noi il meglio sia Nicola e spero venga confermato. In realtà credo che con la mancanza di soldi la sua conferma sia scontata

  3. Ti auguro con tutto il cuore di restare e di portare un po’ di serenità e serietà soprattutto in quel gruppo di scappati di casa che ti hanno dato da gestire

  4. Nicola lo vedo un po’ come Camolese, per un paio d’anni un Gran Toro e l’affetto comunque della maggior parte dei tifosi. Come persona poi, con anche quello che ha sofferto, è da confermare a vita.
    Non ho sinceramente idea se è solo uno specialista di salvezze o se può crescere ai massimi livelli, almeno un altro anno, con la squadra fatta da lui, penso sia il minimo.

  5. Lunedi Nicola dovrebbe avere un colloquio con Cairo per fare il punto della situazione. Poi si decidera´se restera´o meno. La societa´lascera´trasparire il destino di Nicola gia´da martedi´o mercoledi´su Tuttosport e La stampa. La vera sfida sara´per Vagnati e non tanto per il tecnico. Tra ritorni dai prestiti e esuberi in rosa bisognera´piazzare almeno 12 giocatori se non di piu´Poi bisognera´prendere 4-5 giocatori nuovi, diciamo almeno uno per reparto e infine sostituire i partenti. Un impresa notevole per Vagnati, anche a fronte delle casse vuote della societa´. L´allenatore dovra´affrontare questa problematica dall´inizio. La vedo molto dura comunque a prescindere da chi sara´il tecnico per la prossima stagione.

    • La vera sfida come sempre sara’ continuare a sopportare il nano malefico per tanto tempo ancora.
      F.V.C.G. & CAIRO VATTENE

  6. Grazie innanzitutto a Nicola per l’impresa (ed è stata veramente un’impresa) che ci ha permesso di ottenere la salvezza con una squadra che era allo sbando, grazie per averci portato due giocatori (nell’ambito delle spese che può permettersi questa effeci) che hanno alzato il tasso tecnico e uno anche quello agonistico e di spirito (Mandragora). Grazie per interpretare il nostro spirito e averci fatto accarezzare il sogno di vincere un derby.
    Poi, onestamente, rimango basito da certi commenti: Nicola non è da confermare solo per riconoscenza e/o perché è uno di noi. Nicola va riconfermato perché ha dimostrato di essere un allenatore competente (oltre alle capacità di creare un gruppo e fare scelte oculate, tranne forse col Milan, gara per la quale si è cmq addossato responsabilità non del tutto sue), e se, fino ad ora, si è dimostrato solo un allenatore capace di compiere imprese salvezza, è solo perché ha avuto squadre che inseguivano quegli obiettivi e con rose (anche la nostra…) che non potevano ambire a qualcosa di più. Sono convinto che con una squadra presa dall’inizio e con una rosa più competitiva Nicola possa fare molto bene. E non vedo allenatori adatti al nostro spirito che possano garantire risultati migliori.

  7. I colloqui di fine stagione funzionano piu o meno cosi`. Nicola incontra Cairo nel suo ufficio ed espone il lavoro fatto, la stagione appena finita, con le difficolta´e gli obiettivi raggiunti. La cosa puo´anche essere mandata in forma scritta in precedenza come base per il colloquio. Dopo Nicola, Cairo esporra´la veduta della societa´rispetto al lavoro svolto ed ai risultati raggiunti. A Nicola verra´a questo punto chiesto cosa pensa serva a rafforzare la squadra per la prossima stagione. A questo punto Cairo ringraziera´Nicola del lavoro svolto e si riservera´, diciamo, qualche giorno, per comunicare la decisione, se Nicola restera´o meno. La cosa meno elegante ma piu´sincera e´quella di comunicare direttamente al tecnico la decisione, durante il colloquio. Ma succede di rado. A questo punto dopo alcuni giorni il dilemma viene sciolto. Da tradizione a Torino la societa´lascia volutamente filtrare la decisione attraverso i canali riconosciuti, cioe´i quotidiani di Torino, Tuttosport e La Stampa, come scrivevo in un mio precedente post. Quindi un po´di pazienza e al massimo mercoledi avremo la risposta sul destino del prossimo allenatore del Toro. In pieno stile Urbanetto Cairo. FVCG.

  8. L’ennesima rivoluzione tecnica al Toro potrebbe essere quella fatale: il presidente non avendo capitali propri da investire né riserve in società, ma anzi debiti, non potrà effettuare l’auspicabile repulisti della rosa; sicuramente Cairo avrà la tentazione di offrire in pasto alla piazza un nuovo allenatore spacciando questo cambiamento tecnico per un nuovo progetto destinato, esso come i precedenti, a schiantarsi contro un muro fatto di insipienza progettuale, mediocrità manageriale e appunto mancanza di capitali.
    In tale contesto l’FC potrebbe offrire a Juric solo una RIVOLUZIONE PEZZENTE non certo un deciso cambio di prospettive sul mercato rispetto al Verona, quindi non il salto di qualità né per Juric né per il Toro.
    Dopo due stagioni così disastrose ed angoscianti abbiamo bisogno di piedi ben piantati a terra non certo di voli pindarici e possibilmente di un allenatore con le idee chiare sulla rosa e, ancora di più, sufficentemente versatile da guidare la squadra verso un cambio di modulo non tanto in base alle proprie convinzioni personali quanto in base alle opportunità di mercato sia in entrata che in uscita.
    Probabilmente perderemo Belotti soprattutto se farà un buon Europeo e allora ci vorrà molto buon senso nel valutare come sostituirlo; trovarne un altro come lui mi sembra difficile, al massimo si potrebbe investire in una punta sudamericana o giovane da fare crescere, ma nel frattempo sul mercato sarà più facile reperire buone mezzali o buone ali, più terzini o più quinti?
    E i giocatori che rimarranno, la stragrande maggioranza visto che avranno un limitatissimo mercato, li forziamo in un modulo che ha già in testa l’allenatore, come avvenuto con Giampaolo e Di Francesco rispettivamente al Toro e al Cagliari, o gli diamo una casa fatta a misura delle loro qualità?
    Personalmente credo che Nicola abbia l’intelligenza e l’umiltà per adattarsi allo scenario di cui sopra e che quindi sia lui l’allenatore a cui affidare la prossima stagione.

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