E un calcio e…..ripartire

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Franc Ribery
Franc Ribery

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Grazie all’onda lunga dell’entusiasmante estate sportiva italiana abbiamo ancora potuto godere, proprio Sabato scorso, degli esaltanti trionfi femminili giunti da Tokyo(con la tripletta azzurra ai Giochi Paralimpici nella finale dei 100 m, categoria T63, dove sul gradino più alto del podio è salita l’esordiente 19enne Ambra Sabatini, in virtù del tempo di 14”11, nuovo record mondiale, mentre argento e bronzo sono andati alle più esperte Martina Caironi e Monica Contrafatto) e da Belgrado(con la nazionale che è riuscita a vendicare il flop alle Olimpiadi per mano della Serbia, con il titolo europeo, conquistato dopo 12 anni e per la terza volta nella sua storia, proprio davanti ai circa ventimila scatenati tifosi di casa). Ora è il momento di tornare a concentrarsi sulla quotidianità pallonara e sul Toro che è chiamato a dimostrare di aver saputo dare un calcio alle polemiche e agli attriti sorti sulla campagna acquisti, sopiti soltanto nelle ultime ore di mercato, terminato in crescendo, di aver assorbito la delusione per il nulla di fatto in campionato e di essere pronto a ripartire dopo le sollecitazioni di Juric alla società, ma anche ai giocatori.

L’occasione sarà domani all’Olimpico contro una Salernitana spinta dall’entusiasmo dei suoi numerosi tifosi e appena arricchita dal prestigioso colpo Ribery, ma ancora al palo nonostante il discreto esordio a Bologna e il primo tempo tempo a reti bianche dell’Arechi contro la Roma. I granata di Castori, al quale è riuscita l’impresa di portare alla massima serie, per la terza volta in poco più di 100 anni, la società campana, tentativo fallito al suo predecessore, dunque doppio ex, Gian Piero Ventura(solo decimo posto in B l’anno prima), faranno della compattezza e della continuità del lavoro sul campo le loro armi migliori e sicuramente saliranno a Torino con l’intento di giocarsela alla pari, convinti di avere le qualità tecniche e morali per lasciarsi alle spalle la netta inferiorità dimostrata nel turno precedente contro i giallorossi di Mourinho e per cominciare a smuovere la classifica. Lo faranno con il consueto 3-5-2 nel quale spiccano oltre al portiere, nazionale sloveno, Belec, l’esperto difensore, appena arrivato dopo quattro anni al Parma, nazionale svedese Gagliolo( entrambi già in A con Castori nel Carpi), la coppia di ex Obi e Bonazzoli, desiderosi di ben figurare di fronte ai vecchi sostenitori, e il bomber Simy, reduce dalla prolifica stagione al Crotone con 20 realizzazioni, mentre l’impiego di Ribery sarà probabilmente valutato a partita in corso.

Proprio l’acquisizione da svincolato delle prestazioni sportive del francese, operazione dal costo di circa 1,5 milioni di Euro, ha rappresentato per tutti una certa sorpresa, vista la situazione del club, in mano ad un trust creato appositamente per amministrarlo in maniera indipendente(dalla Lazio e da Lotito), con un piano industriale di appena 20 milioni di Euro, e poi poterlo vendere entro la fine dell’anno, pena l’esclusione dal Campionato. Si tratta sicuramente di una mossa per far acquisire valore al sodalizio salernitano, il cui parco giocatori era economicamente scarso, e far guadagnare Lotito al momento della cessione ad un nuova proprietà che i rumors indicano negli sceicchi della famiglia Al-Thani. Un’altra furbata del patron laziale, speriamo l’ultima del genere con il sistema calcio presieduto da Gravina che ha promesso nuove e più stringenti regole sulla multiproprietà, dopo quella sul caso tamponi, a cui sarebbe bello replicare con una sonora batosta in campo. Non ce ne voglia la bella Salerno, ma la rivalità con un personaggio che ha dimostrato di avere interpretazioni un po’ fantasiose delle norme e delle leggi merita di essere vendicata e perciò sarebbe opportuno che i protagonisti della soffertissima salvezza, ottenuta con lo 0 a 0 del 18 Maggio scorso contro la Lazio, raccontino agli attesissimi nuovi arrivati, in particolare Pjaca, Pobega, Praet e Brekalo, quanto i biancocelesti di Lotito abbiano premuto per condannarci. Il resto lo farà Ivan Juric , al cospetto del collega granata, unico allenatore assieme a Maurizio Sarri ad aver militato in tutte le categorie, con i suoi insegnamenti, le sue idee moderne, la sua spinta, la sua lucidità, valori aggiunti per la ripartenza del Toro e per una nuova fase di consolidamento tecnico e societario, che, pur prevedendo un percorso in salita, non deve essere considerato poco affascinante.

Per questa ragione sarebbe utilissimo che il risultato del match consenta una conferenza stampa finalmente distensiva e sorridente e preveda, tanto per non far rilassare il mister, qualcuno che gli intoni: “…Hai risolto un bel problema, e va bene, ma poi te ne restano mille…mille !”

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