Da grandi

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Non era propriamente ciò che ci attendevamo quanto è scaturito dal Mercoledì di Coppe. Contenti per l’importante e meritato successo dell’Atalanta, ci siamo affidati, circa mezz’ora dopo, alla forza e alla mentalità dei campioni d’Europa in carica del Chelsea, che purtroppo ci hanno tradito. Incartati in un improduttivo possesso palla e irretiti dalla tattica allegriana fatta di attenta fase difensiva e velocità nei ribaltamenti di gioco, hanno lasciato l’intera posta all’Alianz, hanno consentito ai “gobbi” di mettere una seria ipoteca sul passaggio del turno in Champions, ma quello che è peggio hanno riconsegnato ai bianconeri quella fierezza, quella convinzione e quell’entusiasmo che parevano aver smarrito in questa fase iniziale di stagione. Rivedere quei sorrisi arroganti del post gara, quegli occhi carichi di adrenalina, prima concentrati sui rivali in campo e poi già proiettati sui prossimi avversari, quei gesti inequivocabili di chi si sente parte di un gruppo vincente che vuole eroicamente dimostrare ancora quanto vale, oltre ad essere particolarmente irritante è il chiaro segnale che il ritorno di Max Allegri sta producendo nei suoi calciatori, tutti già considerati di altissimo livello, la ricostruzione di quel DNA che per il popolo juventino andava recuperato. E come potremo opporci a questa ritrovata antica impronta ? Semplicemente giocando da “grandi”, senza quel timore reverenziale e quella impressione di inferiorità che ha contraddistinto le ultime sfide, giocate tutte con la speranza di fare l’impresa, ma con la quasi certezza dell’impossibilità di riuscirci.

Oggi la classifica dice che è fattibile affrontare i cugini ad armi pari(da quasi 50 anni non accadeva), ma è soprattutto la crescita nello spirito, nella convinzione e nelle qualità individuali che Juric sta perseguendo, che devono farci disputare una gara da protagonisti, con le dovute precauzioni, visto che la Juve arriva da tre vittorie consecutive, con la cattiveria giusta, senza incappare in decisioni arbitrali avverse(come accaduto negli anni, tanto per fare un esempio, a Glik, Acquah e Baselli, puniti per eccessivo ardore), ma finalmente con un rinato tremendismo granata.

Allegri ha perso solo un derby, Juric ha vinto soltanto una volta contro il collega livornese, il primo vuole un colpettino per aggiustare ulteriormente la classifica, il secondo ambisce ad entrare nella storia come il personaggio che fa sua la stracittadina da esordiente, Massimiliano, senza Dybala e Morata, si affiderà probabilmente alla potenza di Kean, alle svariate abilità dei singoli e alle furbizie di Chiellini, Chiesa e Cuadrado, capaci di provocare e simulare, Ivan da San Salvario, privo di Belotti, Praet, degli ex Pjaca e Zaza e dello squalificato Djidji, proverà a catechizzare i suoi che con la spinta e l’orgoglio di gran parte della città il salto di qualità è alla portata. Perciò Forza Toro, alla carica….da Grandi !

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