Generazione Z

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Vedere il Sassuolo contro la Juve giocarsi fino all’ultimo la qualificazione alla semifinale di Coppa Italia e ricordarsi di quanto e come, soltanto venti giorni fa, lo abbiamo dominato, non fa che aumentare il rammarico per le troppe fasi conclusive di gara in cui il Toro è capitolato, pur non facendo registrare né un atteggiamento remissivo, né una marcata inferiorità. La stagione granata è indubbiamente in crescendo, la mano di Juric sui singoli ed in tutte le situazioni di gioco è unanimemente riconosciuta , la sessione invernale di mercato ha portato finalmente calciatori di prospettiva, ma c’è ancora un po’ di strada da fare per trasformare un brillante nuovo corso in una tanto auspicata annata da squadra rivelazione.

Gran parte dei calciatori in rosa appartengono alla Generazione Z, ragazzi abituati a condividere qualsiasi cosa, che fanno delle visualizzazioni on line, delle storie in rete e dell’uso del web un aspetto del loro vivere quotidiano. Non conoscono le giornate senza smartphone, ma allo stesso tempo, essendo cresciuti da figli della Generazione X, nell’era della crisi economica post 11 Settembre, sono individui responsabili, attenti, lucidi e determinati, però ancora inesperti, calcisticamente soggetti ad alti e bassi, predisposti a rapidi apprendimenti, ma anche ad inspiegabili ed imprevedibili battute a vuoto. Così vanno catalogate le incertezze di Milinkovic-Savic, le amnesie di Ola Aina, le cavolate di Buongiorno, le incompletezze di Singo, l’innocenza di Zima e il poco cinismo di Brekalo, tutti aspetti che ci sono costati dei punti in classifica, ma che rappresentano il dazio da pagare nella ricerca dell’agognata identità e della fornitura costante di prestazioni senza sbavature. In quest’ottica l’arrivo degli ultimi tre acquisti (sarebbero stati quattro, ma la sfortuna ci ha messo lo zampino con Fares), tutti classe 2001, sono sicuro che, una volta raggiunti i parametri fisici, tecnico-tattici e mentali richiesti dallo staff, non deluderanno le attese e rappresenteranno il migliore spot per una politica societaria giustamente orientata verso investimenti oculati e mirati, ancorché graditi a mister Juric, particolarmente a suo agio quando si tratta di crescere e migliorare giovani talenti. Sia Pietro Pellegri (già esordiente ad Udine, che sotto la Mole ha raggiunto i suoi due padri, quello naturale, Marco, e quello putativo, che lo aveva fatto debuttare in serie A a soli 15 anni), che Demba Seck (catapultato dalle serie inferiori, Sasso Marconi in D, Imolese in C e Spal in B, in una super realtà), che Samuele Ricci (già protagonista nella massima serie, che ha fortemente voluto il trasferimento in un club più blasonato, alla corte di un allenatore con idee convincenti e adatte a favorirne il salto di qualità), sono ventenni che hanno gli occhi pieni di luce e l’animo ricco di spavalderia che, se seguiranno con umiltà le lezioni al Fila, si prenderanno gradualmente il palcoscenico.

Ovviamente anche il fattore C dovrà essere dalla nostra. Detto del grave infortunio patito da Fares, ingaggiato per migliorare le soluzioni sulle fasce laterali, è purtroppo di queste ore quello al piede di Praet, mentre stanno faticosamente recuperando da problematiche più o meno importanti Belotti, Zaza, Pjaca, Edera, Ansaldi e Djidji. In più stasera, vista la squalifica di Lukic e Mandragora, nel reparto di centrocampo (già svuotato dalle cessioni di Baselli, Rincon, Kone e Verdi) le scelte saranno praticamente obbligate, con una sola possibile alternativa, Ricci o Linetty, a seconda di chi partirà nell’undici titolare. Il Venezia, che in trasferta ha addirittura fatto meglio di noi (9 punti contro 8), con l’ultima affermazione fuori casa datata 21 Novembre 2021 a Bologna, è scivolato al terz’ultimo posto e dalla vigilia di Natale ad oggi ha racimolato soltanto un punto, dovendo fare i conti con diversi contagi da Covid 19. Ha la disperata necessità di muovere la classifica e tenterà probabilmente di farlo con una disposizione a specchio, almeno questa è la recente tendenza di mister Zanetti (uno dei tre ex in campo) che sta adattando i talenti a disposizione in base al modulo avversario. Sicuramente i lagunari verranno schierati per valorizzare la velocità offensiva, settore dove emergono Aramu, altro ex (assieme a Molinaro), 11 anni nelle giovanili granata con esordio in serie A nel 2016, il nigeriano del Bruges Okereke, il nazionale norvegese Johnsen e il portoghese Nani, già in Italia con la maglia della Lazio e già campione con il suo paese nella penultima edizione degli Europei, e per sopperire alle defezioni difensive causate dalle squalifiche di Ebuehi e Ceccaroni (a tal proposito è anche arrivato dal Brescia un rinforzo dal mercato degli svincolati, Ales Mateju, che vanta alcune presenze con la rappresentativa ceca).

A noi però tutto questo poco importa, urge ripartire con un piglio da generazione Zelante e tornare in ogni modo a fare goal: con le mani, con i piedi, con la testa, con il petto, con il cuore, con le gambe, con il culo, per poi, con gli occhi, cercare la Maratona, corrergli incontro e dedicargli 3 pesantissimi punti sventolandogli un bel CIAO CIAO !

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