Pobega spiana la strada al Napoli, Juric punzecchia Cairo

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Urbano Cairo
Urbano Cairo

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Perché da Superga dopo le note liete di tremila persone che salgono al colle a ricordare gli invincibili, sono scese anche colate di dubbi, incertezze, domande. Come sempre il detonatore è stato Juric. Il tecnico croato per la prima volta a Superga ha tratto dalla carica della gente uno stimolo di ambizione. Di una rinnovata ambizione. Dopo la partita di oggi l’ha ribadito di nuovo. Cosa vogliamo fare da grandi? Cairo sul Colle ha parlato di bilanci, e di giovani in una maniera generica che lascia perplessi. Se i bilanci non sono buoni non è perché si è speso troppo, è perchè si è speso molto male. Vogliamo pensare all’ingaggio di Giampaolo? Vogliamo dire dell’operazione Verdi? Mettiamo a bilancio il pensionato di super lusso Zaza? Potremmo andare avanti all’infinito. Bisogna spendere meglio. E non basta ora fare marcia indietro e puntare tutto sui giovani. Con l’operazione Seck, che magari diventerà bravissimo, se tutto va bene ci si salva all’ultima giornata. Un giovane mezzo panchinaro alla Spal, con delle doti ma tutto da costruire. Se si vuole alzare l’asticella non bastano i Seck. Ci vuole anche gente dell’età giusta, con un minimo d’esperienza e di valore. Di solito questa merce ha un difetto, costa. Juric l’ha capito e sta mettendo Cairo con le spalle al muro. Ribadisco gli errori di campo, di squadra, finanziari degli scorsi anni sono tutti della società e di chi ha operato per essa. Correre ai ripari. Cairo ha avuto dalla sua vita calcistica la seconda resurrezione, dopo che Ventura e Petrachi lo salvarono dal dodicesimo posto in B, fino a portarlo a Bilbao. Oggi dopo due anni catastrofici si ritrova tra le mani il tesoretto Bremer, un Gallo pronto a rinnovare, dei giovani interessanti, un’idea del lavoro e di gioco. Pure Verdi a Salerno si sta rivalutando. Non butti di nuovo tutto nel cesso. Staremo a vedere. Intanto oggi partita di fine stagione col Napoli, poco agonismo zero obbiettivi. Ospina ha fatto un paratone su colpo di spalla di Belotti, e Berisha para un rigore a Insigne, dopo il fallo di Izzo su Mertens. Izzo uno dei migliori in campo, a dire il vero. Partita decisa da un errore di Pobega a metà campo che regala palla a Fabian Ruiz, che poi trafigge il portiere albanese. Uno dei pochi errori di Tommaso da quando è al Toro.  I granata ci hanno provato senza grande intensità stavolta, troppo isolato il Gallo, meno dinamico del solito Praet. Brekalo ancora tra alti e bassi non ha sfondato. Il Napoli tecnicamente superiore ma con sbavature che potevano costargli caro. La difficoltà a sfondare con squadre organizzate e quadrate è probabilmente costato il titolo ai partenopei. Due partite ora per non sfigurare, e andare a sinistra della classifica.

1 commento

  1. Tutti noi, che saliamo a Superga, restiamo affascinati dalla grandezza degli invincibili eroi di quel Grande Torino.
    E di conseguenza l’ambizione di tornare a quella statura di squadra e a quei risultati e’ in parte anche logica.
    L’ultimo a provare questi sentimenti e’ stato Ivan Juric.
    Ma, purtroppo, siamo ostaggi di urbano cairo che, al contrario, continua a salire a Superga in prima fila, ma se ne stra-frega della grandezza passata del Torino.
    Questa e’ la realta’, e, rispetto agli ultimi 17 anni, nulla cambiera’ nella testa di colui che ci ha completamente appiattito.

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