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Urbano Cairo e Davide Vagnati
Urbano Cairo e Davide Vagnati

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E’ questo il periodo delle voci di mercato che si rincorrono, e che creano aspettative, spesso improntate all’ottimismo, ma che, spesso, vengono disattese. Nel Toro continua la telenovela di Belotti perché il Gallo non ha ancora deciso cosa vorrà fare nell’immediato futuro. Con tutta la riconoscenza che merita Belotti, che senza dubbio ha scritto una bella pagina nella Storia del Toro, sarebbe opportuno che “il Capitano” rendesse ufficiale la sua scelta. Questo suo temporeggiamento non piace, perché si ha l’impressione che Belotti voglia aspettare una buona offerta, da parte di un altro club, ma se questa allettante offerta non dovesse arrivare, il matrimonio tra il Gallo e il Toro potrebbe continuare. E’ strano questo comportamento enigmatico da parte di Belotti, perché è nota la sua serietà; probabilmente il non aver voluto prolungare il contratto, come ha invece fatto Bremer, sottintende “qualcosa” che non ha funzionato come avrebbe dovuto, tra lui e la Società. Il divorzio tra ilGallo e il Toro, nuoce molto di più a quest’ultimo, perché non sarà facile sostituire un giocatore che è quasi sempre andato in doppia cifra; non c’è riuscito quest’anno, a causa dei gravi infortuni patiti. Addii certi dal Toro sono quelli di Bremer, Brekalo, Pobega, giocatori indubbiamente di qualità. E poi resta da capire come evolveranno le posizioni di Praet e di Mandragora, dando per scontato che il talentino Ricci, fresco di esordio nella Nazionale maggiore, verrà acquistato definitivamente. Questi giocatori sono elementi di livello, che hanno migliorato la qualità del Toro, come dimostrato dalla classifica finale dell’ultimo campionato.Tuttavia sono tante le incognite da risolvere su come potrà essere la squadra del prossimo campionato. In questo periodo tanti giocatori vengono accostati al Toro, ma capita spesso di leggere che l’eventuale loro tesseramento incontra difficoltà, sia di carattere economico, sia a causa del minor appeal del Toro, nei confronti di altri pretendenti. Come recita un proverbio francese “C’est l’argent qui fait la guerre”, che calza a pennello nell’attuale sistema di “calcio business”, non sarà semplice allestire un team in grado di conseguire risultati migliori dello scorso anno. La matricola Monza, forte di un notevole supporto finanziario e manageriale, sarà probabilmente un competitor agguerrito, che punterà ad occupare la parte medio/alta della classifica, quella a cui dovrebbe puntare anche il Toro, per conquistare un posto in Europa. Il mercato aprirà ufficialmente i battenti all’inizio di luglio, e pochi giorni dopo il Toro si radunerà per poi partire per la prima parte del ritiro. Sarebbe opportuno che Mister Juric disponesse in tempi brevi dell’ossatura della squadra, per non dover incorrere, come purtroppo già avvenuto in passato, in acquisti e/o prestiti che si sono poi rivelati non adeguati. L’arrivo di Brekalo e Pobega, è stato proficuo, perché ha contribuito ad alzare il livello della squadra, come ha dimostrato la classifica finale, peccato, però, che non vestiranno più la maglia granata. Se poi si aggiunge lo scontato addio di Bremer, il più forte centrale del campionato, e le incognite che gravano sui vari riscatti, c’è da sperare che la Società riesca a far fronte a questi abbandoni nel miglior modo possibile, con il dichiarato intento di voler costruire una squadra degna della Storia del Toro.

Franco Venchi

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