Il Toro batte l’Espanyol e pensa al futuro. Il Mondiale delle mazzette.

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Aleksej Mirančuk
Aleksej Mirančuk

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Amichevole vincente del Toro che a San Pedro del Pinatar batte l’Espanyol per uno a zero, gol di Miranchuk. Espanyol che come noi ha pagato duramente le qualificazioni all’Europa dell’estate 2018. Da allora solo sciagure, pure una retrocessione, e ora i catalani navigano vicino alla zona pericolo. Partita a ritmi blandi, dove il Toro ha sofferto troppo, bravo Berisha, e Miranchuk ha mostrato che quando ci sono da fare gol importanti li fa. Non li fa invece nemmeno in amichevole Sanabria, e questo fa pensare, tanta gamba e qualche spunto importante per Karamoh, utilizzato però esclusivamente da esterno. Ora ai presenti si uniranno pure i serbi più Rodríguez e si farà sul serio. Singo è vicino al recupero. Certo i tavoli interessanti per il Toro sono altri. Il rinnovo di Juric su tutti. Si dice che arriverà a Natale, al massimo con la stella Cometa per la Befana. Il fatto che la società abbia inserito un collaboratore nello staff, Ivan Moschella,  molto gradito al tecnico è un segnale preciso. Speriamo che Ivan si sia ben parato il posteriore, con Urbano non si sa mai. Poi toccherà forse a Lukic, che diciamolo sperava in un Mondiale diverso. Giusto accontentarlo ora? Io penso che sia cresciuto molto, ma il gesto di quest’estate deve fare riflettere. Poi parte l’assembramento di nomi, le fiera delle sparate. Nzola sembrerebbe un nome papabile e visto che di Pellegri si sono nuovamente perse le tracce mi sembra un passo necessario. Mazzocchi è bravissimo, strapparlo a Nicola mi pare cosa non facile. Insomma bisogna spendere. Lazovic merita il sacrificio di Sanabria. Ma ripeto sono colpi costosi, e il braccino di Urbano se in estate è una garanzia, d’inverno è leggenda. Vedremo. Intanto termina il Mondiale in Qatar. Andrà alle cronache come il Mondiale dell’addio agli schemi, la palla lunga e pedalare del Marocco è il movimento del torneo, dell’assenza o quasi di palle passate al portiere per impostare, pure Milinkovic si è dovuto adeguare, e delle stelle che stanno a guardare, a Mbappé e Messi l’onere di smentirmi. E’ stato pure il torneo più tangentato della storia, mezza Bruxelles è inguaiata. Con i soldi degli emiri negavano pure e pubblicamente che in Qatar ci fosse il sole, prezzolati e mantenuti. Il Qatar ha prima negato sdegnosamente poi ha iniziato a far sparire i giornalisti. L’indagine per corruzione coinvolge il vice presedente del parlamento europeo Eva Kailli, il cui padre fuggiva dal lussuoso albergo, dove Kailli vive in Belgio, con un trolley pieno di 600 mila euro, in banconote da 50 euro. Travolto dall’inchiesta pure un ex europarlamentare italiano Antonio Panzeri, con moglie e figlia. A casa sua sacchi da 20 e 50 mila euro. Perché noi ci vogliamo sempre essere, e pure con tutta la famiglia. Perché la famiglia è importante. Soldi tanti soldi per dimenticare che il Qatar è il penultimo paese al mondo per il rispetto dei diritti umani. Impresa difficile. Anche perché col Qatar facciamo un sacco di affari, armi e petrolio. Sarebbe come dire che una squadra di club blasonata ma chiacchierata, condannata, odiata, indagata per doping, spedita in serie B da un tribunale, ora accusata di falso in bilancio, sia vittima solo della gelosia. Chi ci crederebbe?

Buon Natale e buone feste

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