Una rimonta provvidenziale

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20^ GIORNATA DEL CAMPIONATO 2020/2021

VENERDI’, 29 GENNAIO 2021, H. 20,45

TORINO  –  FIORENTINA:  1  –  1

MARCATORI: RIBERY (F) al 22°, BELOTTI (T) al 43° s.t.

TORINO (3-5-2): SIRIGU; BREMER, LYANCO (dal 30° s.t. MURRU), BUONGIORNO; SINGO, LUKIC (dal 30° s.t. BASELLI), RINCON, LINETTY (dal 21° s.t. VERDI), ANSALDI; ZAZA, BELOTTI.

ALL.: DAVIDE NICOLA

ESPULSI: NESSUNO

AMMONITI: LYANCO per gioco scorretto, BELOTTI per c.n.r.

CAMBI DI SISTEMA: 3-4-1-2 dal 21° s.t.; 4-2-4 dal 30° s.t.

FIORENTINA (3-5-2): DRAGOWSKI; MILENKOVIC, PEZZELLA, QUARTA; VENUTI (dal 19° s.t. PULGAR), BONAVENTURA (dal 38° s.t. EYSSERIC), AMRABAT, CASTROVILLI, BIRAGHI; VLAHOVIC (dal 38° s.t. KOUAME’), RIBERY (dal 29° s.t. IGOR).

ALL.: CESARE PRANDELLI

ESPULSI: CASTROVILLI per gioco scorretto al 16°, MILENKOVIC per c.n.r. al 26° s.t.

AMMONITI: AMRABAT e KOUAME’ per gioco scorretto.

CAMBI DI SISTEMA: 4-3-2 dal 16°; 4-3-1 dal 27° s.t.

ARBITRO: DI BELLO di Brindisi 

Sarebbe stata una delle tante partite da vincere per migliorare una classifica deficitaria, invece è stata pareggiata quasi allo scadere.Eppure c’è da rallegrarsi di questo risultato perché se il Toro fosse uscito sconfitto dalla gara contro la Fiorentina, sarebbe stato uno smacco. Infatti, al 22° del secondo tempo la Viola, pur in inferiorità numerica a causa dell’espulsione, al 16° della ripresa,di Castrovilli per fallo da ultimo uomo, era riuscita ad andare in vantaggio con Ribery, il suo uomo migliore. La difesa granata,schierata, si era fatta superare da una triangolazione tra Ribery e Bonaventura, con il francese che depositava in rete dopo aver dribblato Sirigu. E quattro minuti dopo, la Fiorentina rimaneva in nove a seguito dell’espulsione di Milenkovic, che reagiva dopouno scontro con Belotti. Ma dovevano trascorrere altri diciassette minuti prima che il Gallo pareggiasse le sorti dell’incontro, deviando in rete un traversone di Verdi, non intercettato da Pezzella. Nei restanti minuti, di cui ben sette di recupero, il Toro cercava la vittoria, ma senza successo. Belotti è così tornato al gol, il suo 102° in  granata, dopo un digiuno che durava da sette partite consecutive, raggiungendo, per il sesto anno consecutivo la doppia cifra. Solo Puliciclone è sinora riuscito a fare meglio perché sono sette i campionati consecutivi in Serie A in cui l’indimenticato e indimenticabile bomber è andato in doppia cifra, dal 1972 al 1979. Protagonista in negativo della serata è stato l’arbitro Di Bello, che ha negato un sacrosanto rigore a Lukic al 29° del primo tempo. Era un’azione analoga, anzi più limpida di quella della settimana precedente in quel di Benevento, quando Sirigu è stato punito con il penalty per aver rovinato addosso a Lapadula, il quale aveva già spedito il pallone sopra la traversa. Contro la Fiorentina, invece, Lukic aveva superato con un colpo di testa Dragowski, e poteva depositare in rete la palla, se il portiere fiorentino non l’avesse abbattuto. Nei due episodi a farne le spese è stato solo il Toro, ed è lecito domandarsi perché la classe arbitrale non applichi un criterio uniforme. Poi, Di Bello è stato richiamato dal VAR nell’episodio che ha deciso l’espulsione di Castrovilli, il cui intervento da ultimo uomo sarebbe stato punito con il solo giallo da parte dell’arbitro brindisino. Ed ancora, sono state numerose le proteste della Fiorentina sull’espulsione di Milenkovic, che si possono anche condividere, ma ciò che è inaccettabile è il discredito lanciato contro Belotti, giocatore esemplare, corretto e generoso, che subisce falli a ripetizione, che possono giustificare un suo eventuale nervosismo. Il Gallo, ancora una volta il migliore della squadra, oltre che goleador è diventato anche assist-man, e contrariamente dal suo amico Immobile, non riceve tutti gli inviti al gol del laziale. E ​quanti cartellini a vanvera da parte del modesto Di Bello! Nicola è chiamato ad un lavoro duro, sia psicologico che tecnico; c’è da augurarsi che i due acquisti del mercato invernale, Sanabria e Mandragora, giocatori che hanno già lavorato con il tecnico granata, consentano di fare quel salto di qualità di cui ora si sente la mancanza. Il ritrovato Baselli, conoscitore dell’ambiente, e buon giocatore, può diventare una pedina importante per l’auspicata rinascita della squadra, come del resto tutti gli altri componenti della stessa perché, come ho già sottolineato più volte, il Toro non merita la classifica attuale.        

Franco Venchi

2 Commenti

  1. Mi scusi, ma lei che partita ha visto?
    Parla di rimonta provvidenziale. Quale rimonta?? La squadra, la “ns.” squadra, e’ riuscita nell’impresa di NON vincere contro la viola in 11 contro 9!!!!!! Una partita che, viceversa, DOVEVA essere vinta assolutamente, anche in 11 contro 11!!!!!
    Il gioco e’ stato confusionario e pessimo, come sempre da almeno un anno a questa parte; se non fosse per Belotti, avremmo perso anche questa; la difesa e’ stata insufficiente, come il centrocampo che continua ad essere rappresentato da Rincon regista e Linetty in campo, praticamente due esseri inutili e dannosi.
    Le vittorie ancora adesso sono 2 su 19 e lei mi insegna che conni soli pareggi non si va da nessuna parte.
    Eppure lei conclude il suo articolo dicendo che ” questa squadra non merita la classifica che ha…..”! Sinceramente, resto allibito. Tra l’altro, lei ripone speranze per gli acquisti di Sanabria e Mandragora, ma per ambire almeno ad una classifica da sest’ultimo posto ci voleva ben altro.
    E comunque alla fine un regista, un vero regista e un vero fantasista o seconda punta con fantasia e imprevedibilita’ davanti, non e’ stato preso (del resto ne ero certo).
    Ma vedra’ che con Rincon e Linetty ancora in campo e cairo a fare danni come la grandine, scaleremo la graduatoria e avremo la classifica che meritiamo.

  2. Innanzitutto ho parlato di TORO che non merita questa classifica, e non di squadra. Secondariamente, la rimonta provvidenziale di cui al mio titolo voleva significare che abbiamo rischiato seriamente di perdere in 11 contro 9, e sarebbe stato un vero smacco. Del resto Prandelli era rammaricato perché era convinto di vincere la partita. Punto.

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