Le pagelle di Torino-Lazio

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Gleison Bremer
Gleison Bremer

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Milinkovic-Savic: praticamente inoperoso, fa un discreto intervento su colpo di testa di Immobile che, in occasione del rigore, lo spiazza. Questa sera sbaglia troppi rilanci. (6)

Djidji: in pochi minuti passa da diventare l’eroe della serata, quando il suo colpo di testa che avrebbe chiuso la partita finisce fuori di un niente, a provocare un rigore ingenuo che nega al Toro una vittoria strameritata. La sua prestazione in marcatura era stata molto efficace. (5,5)

Bremer: Immobile il pallone lo vede solo quando calcia il rigore, per il resto il difensore lo annulla in ogni zona del campo. Monumentale! (7,5)

Rodriguez: la cura di Juric funziona eccome, giocatore ritrovato, ben lontano dall’ectoplasma che vagava per il campo lo scorso campionato. In due partite affronta due avversari di livello, Berardi e Felipe Anderson concedendo quasi nulla. (7)

Singo: nel primo tempo non finalizza, come accade troppo spesso, le sue discese. Migliora nella ripresa fino a sfornare un cross perfetto per il gol di Pjaca. (6,5)

Pobega: che bel giocatore, prestante fisicamente, sempre nel vivo del gioco, raramente sbaglia un passaggio e prova costantemente a inserirsi per il tiro. Peccato sia solo in prestito. (7)

Mandragora: prende nel primo tempo un giallo esagerato, ma non fa mai mancare il suo contributo cucendo il gioco sempre a testa alta. Sostituito perché sfinito e per non cadere nel secondo giallo. (6,5)

Aina: ha ragione Juric quando dice che ha un ritmo e delle giocate non comuni per il calcio italiano, purtroppo i piedi non sono educatissimi e così spesso non finalizza quanto crea. Nel primo tempo sforna un bel cross per il colpo di testa di Sanabria che il portiere salva smanacciando sulla traversa. (6,5)

Linetty: sicuramente in crescita rispetto allo scorso campionato, però gioca in un ruolo non suo e si vede. Fa rimpiangere Praet anche se non lesina impegno (6)

Brekalo: non ripete la straripante prestazione di Sassuolo anche perché gli avversari iniziano a conoscerlo e operano il raddoppio di marcatura. É, comunque, protagonista di alcune belle giocate e, come Mandragora, prende un giallo esagerato. (6,5)

Sanabria: corre e crea tanti spazi, nel primo tempo, complice il portiere, coglie la traversa ma, il suo colpo di testa, non era perfetto. Attaccante di movimento come piace a Juric. avrebbe bisogno di rifiatare ma, al momento, non ci sono alternative. (6,5)

Subentrati:

Ansaldi per Aina (17’ s.t.): Juric lo utilizza con cautela per evitare infortuni ma quando entra, osannato dallo stadio, dà prova della sua classe: un paio di discese ubriacanti e un tiro che solo per una fortuita deviazione non si trasforma in rete. (7)

Lukic per Mandragora (17 s.t.): entra bene e si distingue in un buon recupero e un paio di azioni offensive (6,5)

Rincon per Linetty (29 s.t.): viene mandato in campo per alzare la diga a centrocampo e per permettere a Linetty di rifiatare. Nulla da segnalare né in negativo né in positivo. (6)

Pjaca per Brekalo (29’ s.t.): come a Sassuolo entra e diventa decisivo, segna un bel gol di testa e solo una prodezza di Reina gli nega il gol del raddoppio. Se trova condizione e convinzione ci sarà da divertirsi perché la classe è cristallina. (7,5)

Juric: ormai le prestazioni positive della squadra non sono più un caso. Quando dice che quella attuale non è la più forte che abbia allenato è perché credo sia consapevole che, per lottare per traguardi importanti, manca, secondo me, un difensore del livello di Bremer e, forse, un terzo centrocampista del valore di Pobega e Mandragora. (7,5)

Sandro Mellano

2 Commenti

  1. Sono molto soddisfatto di JURIC, un allenatore con una fame incredibile che è riuscito a trasmetterla anche ai giocatori ….. per quanto mi riguarda sono ENTUSIASTA del gioco espresso , di vedere il mio TORO sempre avanti in pressione praticamente costante e subire pochissimo ….. ci saranno sicuramente momenti difficili durante la stagione, ma ritengo che il ns TOP PLAYER sia l’allenatore …. DAVVERO MOLTO, MOLTO BRAVO.
    E non vedo l’ora di rivedere il TORO giocare …. dopo due anni di nulla, ma anche l’anno buono con Mazzarri non si vedeva una squadra così ben organizzata e senza paura …

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