Se il “Toro” farà il Toro

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Lautaro Martinez, attaccante dell'Inter
Lautaro Martinez, attaccante dell'Inter

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Ci sono voluti 490 giorni per ritrovarlo marcatore in Champions, ma, vista la bellezza del goal segnato in uno degli stadi più impressionanti del mondo, possiamo dire che l’attesa non è stata vana. Purtroppo per l’Inter il gioiello all’Anfield, dove il Liverpool non perdeva in Coppa Campioni dalla gara con l’Atalanta del 25 Novembre 2020, è stato inutile ai fini della qualificazione come era stata la sua rete precedente, quella del momentaneo 1 a 2 all’Alfredo Di Stefano il 3 Novembre 2020 contro il Real Madrid nella fase a gironi, però sancisce la rinascita di un goleador di razza, reduce da un digiuno di circa due mesi e mezzo, prepotentemente interrotto prima in Italia, con la tripletta alla Salernitana (curiosamente l’ultima sua vittima nel match dell’Arechi il 17 Dicembre scorso), e poi in Europa.

Lautaro Martinez, detto il Toro per il suo istinto e per le sue doti fisiche e di grande concentrazione, è alla quarta stagione a Milano, acquistato da Piero Ausilio dal club argentino del Racing che lo aveva prelevato dal settore giovanile del Liniers, dove aveva addirittura iniziato giocando da difensore centrale. Qui ha dapprima duettato con il connazionale Icardi (Spalletti lo vedeva inizialmente comprimario di Maurito), quindi, in seguito all’avvento in panchina di Conte, con il belga Lukaku, con il quale ha formato una coppia molto ben assortita, capace di contribuire a suon di goal alla finale di Europa League dell’Agosto 2020, persa per 3 a 2 contro il Siviglia, e al Tricolore dell’anno successivo con ben 36 realizzazioni in combinata, per arrivare alla compatibilità, che mister Inzaghi sta ancora cercando di intensificare, con Dzeko.

L’amaro ritorno da terra inglese, che si poteva comunque preventivare, visto il risultato dell’andata che aveva già compromesso l’accesso ai quarti, ha fornito comunque risvolti positivi se si considera la prestazione interista, condita da solidità difensiva, intensità a centrocampo e colpi da applauso in attacco, aspetti che, sommati alla volontà di rituffarsi senza rimpianti e con la mente libera sulle competizioni nostrane, questa sera Juric dovrà cercare di neutralizzare con una condotta da Toro. Per capire che cosa si voglia intendere, basterebbe riannodare il filo fino ad inizio anno e ripetere la performance contro la Fiorentina, unica formazione battuta tra le prime otto in classifica (fin qui, con le altre, solo sconfitte ad eccezione dei pareggi per 1 a 1 con Lazio e Juve), il che la dice lunga sul trend stagionale granata, fatto di picchi di aggressività, di maturità tattica e di identità di gioco a cui non sempre sono corrisposti miglioramenti tecnici e realizzativi. Insomma se il martedì europeo ci fa scommettere sul fatto che il “Toro” sia tornato, speriamo che la stessa affermazione valga dopo questa serata, in cui si possa porre l’accento su un Torino dotato della carica, della mentalità, della strategia e delle qualità adeguate per un acuto contro una big, come fece Izzo poco più di tre anni fa, quando riuscimmo a domare l’Internazionale al Grande Torino (1 a 0 con stacco di testa del difensore, presente in una formazione con Djidji, Ansaldi, Lukic, Aina, Zaza, Belotti e con Bremer in panchina). Soltanto Davide Nicola, con il 3 a 1 della scorsa stagione, in rimonta sulla Roma, si fregiò di un risultato di prestigio recente, esito a cui noi tifosi ormai non siamo più abituati, visto il divario sempre più netto tra le quattro/cinque accreditate per la vittoria finale e le altre, però il fatto che parecchie sconfitte siano arrivate con la consapevolezza di aver comunque giocato alla pari, può farci nutrire, per questo posticipo, qualche aspirazione in più.

Dunque visto che il golazo del “Toro” a Liverpool è stato offuscato dalle imprese personali di personaggi come Lewandowski e Benzema, chi sarà il calciatore granata che saprà rubare la scena al numero 10 nerazzurro, senza dimenticare che negli ultimi due campionati ci ha infilzato ben quattro volte, distribuendo equamente le marcature tra le andate e i ritorni, e che in quello attuale è già a quota 14 ? Sarà un difensore abile nel limitarlo, un mediano capace di schermarlo oppure un offensivo desideroso di emularlo, chiunque andrà bene, anche se sono tali e tanti i campioni a disposizione di Inzaghi che non sarà sufficiente bloccare Lautaro per aver ragione dei Campioni d’Italia, pur privi di De Vrij e Brozovic. L’importante sarà dare seguito a quanto dichiarato dal nostro condottiero Ivan Juric, ossia alzare il livello e ricercare quella pulizia tecnica troppo spesso tralasciata, per alimentare la non trascurabile ambizione di finire in crescendo ed essere, da protagonisti, gli arbitri dello scudetto.

E allora ” Aca’ Toro Aca’ Toro…..tutti insieme attendiamo la giornata/e per il Toro sia la gran rivoluzione/dita incrociate aspettando l’incornata…”

1 commento

  1. -Come accennato su altro post a noi basterebbe assistere ad un incontro giocato con lo spirito dell’ ultimo derby.
    Certo che il divario tecnico tra le due squadre è semplicemente enorme ,come diametralmente opposti sono gli obbiettivi di campionato . Però il cuore TORO, se messo ben in campo, potrebbe riservarci qualche piacevole sorpresa.
    Quindi sotto unanimi con “Aca-Aca TORO ,olè !!!!!!!!!!!!!!!!
    FVCG( ora e per sempre).

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