A San Siro, improvvisamente al novantesimo

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Infondo andare a vedere Inter-Toro rappresenta spesso un confronto aperto a (quasi) tutti i risultati. Vinse pure il Toro targato Ventura con un golletto di Moretti al 90 esimo. E ieri sera siamo stati ripagati della stessa moneta. Per una volta la cronaca dell’ennesima sfiga granata viene in secondo piano. Al momento della zampata (di culo) di Brozovic ovviamente tutti attorno a me, interisti incalliti, si sono alzati in piedi a festeggiare. E altrettanto ovviamente me ne sono rimasto attaccato al mio posto, in uno stato d’animo tra l’incazzato e il disperato. Solo un amico interista al mio fianco, per solidarietà, è rimasto seduto. Fatto sta che sarà stata la mia espressione depressa con lo sguardo perso nel vuoto che ad un certo punto un elegantissimo ragazzo (allo stadio lo siamo tutti, l’età non conta) dicendomi ” consolati con questa” mi ha omaggiato di una fantastica maglietta granata, estraendola dal suo sacchetto di carta. E un po’ come capiterebbe ad ogni tifoso vero, nella mia incredulità, sono tornato bambino, a quando mia madre mi regalò una maglietta granata con lo scudetto del 76 cucito sul petto ed il numero 9 di Ciccio Graziani sulla schiena. Il mio cuore si è consolato e rinfrancato dall’amarezza finale del risultato della partita. Devo dire grazie, dal profondo del mio essere granata, di quell’omaggio a Lorenzo Barale, che ho poi scoperto essere il Sales manager del Toro. Grazie Lorenzo, di cuore di quel regalo e felice di aver fatto la tua conoscenza.

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