Longo: “Dobbiamo ricambiare l’affetto dei tifosi”

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E’ la prima vigilia di Moreno Longo: domani, infatti, il nuovo tecnico farà il suo esordio sulla panchina del Torino. Lo attende la sfida contro la Sampdoria, la missione dell’allenatore è riprendere a far punti dopo che Belotti e compagni sono reduci da tre sconfitte consecutive in campionato e l’eliminazione dalla coppa Italia contro il Milan. A breve, dalla sala conferenze dello stadio Olimpico Grande Torino, il tecnico Longo presenterà la gara contro i blucerchiati di domani alle 18.

Quali sono le insidie maggiori per domani?
“E’ una squadra che con Ranieri ha trovato identità, dispone di calciatori di qualità, che dà pochi spazi e tiene bene il campo. Dovremo essere bravi a leggere la partita: dovremo fare la gara ma anche coprirci bene, la Samp va rispettata ma noi dobbiamo dare la nostra impronta al match. Mi aspetto un Toro che cerchi di fare la partita per il più possibile”.

Domani il suo esordio: si aspetta la spinta forte del pubblico?
“Sono stati giorni particolari per me e per tutta la piazza, oltre che per i giocatori: si è percepito entusiasmo, ma non dobbiamo perdere la lucidità di capire che domani scendiamo in campo e dobbiamo pensare alle cose concrete per offrire una prestazione all’altezza. Grazie ai prezzi popolari, ci saranno più di 18mila persone: mi aspetto una stadio caldo, so quanto ci possono dare i tifosi. Noi dovremo ricambiare l’entusiasmo”.

Che tipo di risposte ha avuto dalla squadra?
“Quattro giorni sono pochi, ma ho sensazioni positive: su squadra si può lavorare molto bene. Tutti mi hanno dato massima disponibilità, ho visto negli occhi dei ragazzi la voglia di invertire il trend negativo. Ma le parole stanno a zero, i sorrisi fanno bene ma per mantenerli ci vanno le prestazioni”.

Qual è la sua idea di calcio?
“E’ un periodo di evoluzione del calcio: si parla di calcio propositivo, di cominciare il giropalla da dietro, riconquista alta del pallone. Per me sono una sinfonia per le mie orecchie, è ciò che mi piace e che ho iniziato a fare con la mia Primavera. Ci va la fortuna di avere una squadra costruita per l’allenatore, bisogna capire cosa può fare quella squadra. Una proposta errata può non portare alla soluzione corretta: ci vuole l’intelligenza di capire la soluzione in base ai giocatori a disposizione”.

Come l’ha accolta la squadra?
“Le prime ore sono state convulse, tra trovare accordo con il Torino e risolvere con il Frosinone, non avevo avuto modo di realizzare. Al primo allenamento a porte aperte al Fila si è percepito cosa abbiamo intorno a noi: l’emozione mi ha pervaso, ma facendo questo lavoro bisogna abituarsi a mantenere freddezza. E ci si impiega pochissimo a passare dalle stelle alle stalle. Ho i piedi per terra, dedico ogni energia a questo gruppo. Dai giocatori ho ricevuto disponibilità: hanno lavorato con entusiasmo, voglio che prima ci siano uomini e poi calciatori. Sono persone serie e di valori, mi aspetto sempre questo impegno e questa dedizione”.

Come stanno gli infortunati?
“Ansaldi è rientrato in gruppo, ha svolto due allenamenti ma è fermo da un mese: ha una condizione precaria, non ha un minutaggio adeguato e vedremo come gestirlo. Rincon ha risolto il suo problema. Abbiamo fuori Zaza e Baselli, ma stanno progredendo e le sensazioni sono buone: in settimana miglioreranno ulteriormente”.

Come si immagina la partita di domani?
“Sarà un’emozione entrare in campo, ci sarà un colpo d’occhio al quale non si era più abituati. Sarà il momento in cui ci renderemo conto che adesso sta a noi, dovremo prenderci le nostre responsabilità”.

Quanto ci vorrà per vedere la sua mano?
“Non posso dare una risposta precisa, posso dire che spero di fare il più velocemente possibile. Voglio trasmettere mentalità, ma dalle risposte avute in settimana i giocatori mi hanno dimostrato che possono essere stimolati. Siamo già nel girone di ritorno, bisogna avere il dono della sintesi per entrare nella testa dei calciatori. E’ meglio non mettere troppi concetti ma sintetizzare al massimo, poi ai dettagli ci penseremo”.

C’è qualcuno che ha toccato le sue corde con qualche messaggio di affetto?
“E’ quello della mia famiglia. Spesso ci sentiamo poco, ma con un sms mi hanno ricordato quando a 10 anni entravo al Filadelfia per fare i provini sul campo secondario dove mio padre decise di portarmi. Per lui essere venuto a un allenamento condotto da suo figlio è stata una grandissima soddisfazione”.

C’è anche Asta nello staff: che ruolo avrà?
“Era una scelta già decisa, poi per problemi burocratici era giusto non annunciarlo durante la mia conferenza. E’ una persona che ho voluto e abbiamo voluto, ci lega un rapporto particolare e abbiamo condivisione di idee e di metodologie. Sarà una parte fondamentale del mio staff per cercare di raggiungere gli obiettivi”.

Belotti e Sirigu sono due simboli: avete parlato insieme e come li ha trovati?
“Non li scopro io, sono due giocatori di grandissima importanza non solo per il Toro ma anche per la Nazionale. Vanno messi nelle condizioni di potersi esprimere. Sirigu ha un modo di interpretare tutto suo, è un ragazzo di grande personalità e vive il campo con grandissima passione. Belotti poteva sembrare disorientato, ma è la normalità per un periodo durante il quale c’era poca fiducia: ogni momento difficile passa, lui sa gestirli e saprà uscirne benissimo”.

Come ha trovato atleticamente la squadra?
“Ho rispetto per chi c’è stato prima, non trovo corretto parlare di chi è passato. Resetto e comincio con il mio metodo: non esistono ricette magiche e metodi infallibili, noi cercheremo di alzare ogni parametro. Prediligiamo una squadra che giochi ad altissima intensità, già da questa settimana i lavori sono stati ad intensità molto alta e lavoreremo quotidianamente. E’ il giorno zero, prima ci ha lavorato un professionista di alto livello”.

Ha pensato di portare la squadra al museo come ha fatto con la Primavera anni fa?
“Questa non è una società come le altre, per questo è necessario capire dove si è. L’ho fatto anche precedentemente, bisogna capire la storia e così si capiscono le esigenze e le situazioni che contraddistinguono questa piazza. Non possiamo mancare in questo: ora abbiamo poco tempo e la priorità va al campo, ma in futuro è una cosa possibile andare al museo. Può agevolare tutti per stimolare un senso di appartenenza che può fare la differenza”.

Ha deciso con che modulo giocherete?
“E’ una squadra costruita con la difesa a 3, per passare a 4 ci vuole tempo. Vedremo oggi e domani come distruibuire il resto della squadra: De Silvestri e Aina sono gli unici esterni, Ansaldi è convocabile ma ha poco minutaggio. E poi sceglieremo il modulo migliore”.

Che Sampdoria si aspetta?
“Quadrata e compatta, da un calcio essenziale ed efficace. Ma l’ho detto ai miei ragazzi: l’attenzione massima deve essere quello che faremo noi. Ci vuole coraggio e determinazione, mi aspetto equilibrio ma che la mentalità nostra venga fuori”.

Come ha visto Berenguer?
“Ha lavorato molto bene, come tutti i suoi compagni. E’ un giocatore duttile: nei ruoli offensivi può fare il trequartista, sotto una seconda punta, può anche fare la mezzala con strappi non indifferenti. Mi offre la possibilità di impiegarlo in diverse posizioni. Ho visto tante volte il Toro, lo conosco molto bene e la sua duttilità sarà un’arma per poter cambiare assetto”.

Tutti hanno capito l’importanza di essere al Toro?
“Sempre più persone sanno dove si trovano. Sta a noi coinvolgere un numero di persone sempre maggiore per capire che questo è un posto speciale dove lavorare: l’allenatore ha il potere di infondere determinati concetti, mi aspetto che questo senso di appartenenza contagi il più possibile”.

Come ha visto Verdi?
“Pochissimi sanno calciare con due piedi. Partendo dall’esterno può essere la soluzione migliore, cercherò di conoscerli ma lui deve lavorare sull’atteggiamento e sul riaccendere quella fiammellla interna che ti faccia dimostrare il valore. Senza ferocia è difficile raggiungere gli obiettivi: questo è l’atteggiamento che deve essere la base, poi si può aggiungere altro”.

“Sono stato sommerso dai messaggi: chiedo scusa se non ho risposto a tutti, ringrazio tutte le persone con l’augurio di poter ricambiare ciò che loro si aspettano”.

(fonte: tuttomercatoweb.com)

19 Commenti

  1. Se la squadra lo seguisse e avesse le sue motivazioni si va in Champions
    Mi accointenterei di tornare a divertirmi e non vedere piu partite di merda come le ultime o come con la Spal o il Lecce in casa.
    Ma con tale staff tecnico e motivazionale …Longo Asta e Moretti …l’Europa non è impossibile, a prescindere dal risultato di domani che oggettivamente è match prematuro per assorbire tutti i nuovi dettami
    Peccato siano state tolte delle risorse , come Iago Parigini o Laxalt che potevano tornare utili…e peccato che il centrocampo non sia stato rinforzato.
    Speriamo che Longo riesca a svegliare Meitè e dare fiducia a Adopo anmche se con il 343 puro i mediani che servono sono in realtà diventano 4.

  2. Finalmente una conferenza stampa fatta da una grande persona che sa cos’è il Toro, sa cosa vuol dire essere cresciuti al Fila, sa qual è il nostro spirito
    Siamo con te Moreno
    Grazie, ne avevamo tanto bisogno

  3. Forza Longo
    Il Bologna ha un centrocampo che vale sul campo il quadruplo del nostro
    Shouten pagato 2,5 milioni vale 10 Meite
    Soriano cacciato come un brocco fa il fenomeno
    In attacco Barrow e Orsolini si bevono a colazione Verdi e Berenguer e Palacio surclassa Zaza e/Edera messi insieme
    Sulla fascia il giapponese mangia in testa a Desi e Olaola
    Ecco cosa vuol dire avere un ds… anzi 2 che sanno fare bene il proprio mestiere

  4. oppure puo’ darsi che se usati in modo appropriato, senza moduli del paleolitico, anche i nostri non sarebbero cosi’ male, Soriano e’ un esempio, Verdi non posso credere che sia cosi’ impalpabile, il gallo per quanto generoso segna la meta’ di quell’anno di Sinisa, Falque e Ljiaic valevano tutto il Bologna messi assieme ma marcivano in panca, chissa’ se Parigini era cosi’ tanto peggio di Orsolini se avesse avuto la fiducia …oppure Lukic non sarebbe esploso a Bologna….che Zaza e De Silvestri siano mediocri e’ certo ma Izzo NK e Sirigu in difesa per esempio loro se lo scordano eppure tranne il portierone anche i primi due sembrano ora appannati……forza Longo ridare autostima e’ un lavoro lungo

  5. Giusto, se Belotti fa il suo mestiere di attaccante e non il mediano o l’ala e verdi viene riportato nel suo ruolo secondo me abbiamo un trio con Berenguer e Verdi larghi e il Gallo in mezzo che può fare male, ma molto male alla difesa della Samp. Basta riportare i giocatori nel loro ruolo dove si esprimono meglio e secondo me il gioco è fatto. Non dimentichiamo che Belotti con questo schema ha sempre dato il meglio di se.

  6. – L’aspettativa per la partita di questa sera è tanta e cresce di ora in ora.A mio modesto avviso è necessario tenere i piedi ben saldi per terra,tenendo ben presente lo squallore del recente passato.
    Oggi come oggi l’impresa di Longo mi appare alquanto difficoltosa,anche perché in pochi giorni non possiamo aspettarci una completa metamorfosi della quadra.
    Ciò nonostante facciamo sentire alla squadra ed al nuovo allenatore tutto il nostro appoggio e calore incondizionato ,indipendentemente dal risultato.
    Forza magico TORO,non sarai mai solo.
    FVCG (ora e per sempre ).

  7. ma infatti.
    pensiamo a salvarci e speriamo sti giudici si sveglino. capisco cercare di non mandare un gruppo in fallimento per una follia di un pazzo, ma vedere di decidere che tanto sappiamo che oramai i gangsters hanno annusato il sangue e non molleranno la presa e andranno in ogni caso a chiedere giustizia a ny.

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