Il derby era senza speranze, ora il Brescia è decisivo.

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Il derby era senza speranze, ora il Brescia è decisivo. Cairo contestato, il migliore dei raider italiani mostra di essere un pessimo imprenditore.

Capita succede, soprattutto all’imprenditoria italiana spesso coccolata da lacchè, arrogante e poco dedita a farsi esami di coscienza. Urbano Cairo è il Gordon  Gekko del famoso film di Stone, degli anni ottanta, lo è in maniera più raffinata, più consona ai tempi grami e meno rampanti che viviamo adesso, ma è questo. Entra nelle società, le risana, le rimette in piedi, propone piani di costi e tagli improponibili dai grandi gruppi industriali, e in cambio lascia totale libertà ai suoi giornalisti di esprimersi. Non costruisce, razzia. Racconto un piccolo aneddoto: primo incontro tra Cairo, appena nominato ceo di RCS, e Paolo Mieli, firma prestigiosa del Corriere. Mieli parla per un’ora, idee, rubriche, storia del Corriere. Urbano è assorto ma molto pensieroso. Mieli sorpreso dal suo totale silenzio si interrompe, finché Cairo dice: “cosa pensa riusciamo a tagliarlo l’elicottero?”

Al Toro però c’era anche da fare cassa, da ottenere un ritorno di immagine, e il giochino non ha funzionato così bene. Certo Cairo in questi anni almeno due botte di fortuna le ha avute: l’anno in cui Ventura fece un capolavoro e con solo due giocatori, uno fenomenale Ciro, l’altro assai meno Cerci, ha centranto l’Europa. E poi di nuovo l’anno scorso in cui Mazzarri, gran lavoratore checché se ne dica, ha portato questo gruppo a dare il mille per mille e a guadagnarsi di nuovo l’Europa, seppur via preliminari. In entrambi i casi tutto buttato nel cesso, per correre a guadagnare e ci siamo presentati in Europa League con Amauri.  E a agosto abbiamo preso Verdi a fine mese. Due colpi di fortuna che un imprenditore buono avrebbe capitalizzato. Il Fila, lo stadio, la passione, tutte belle parole dette stamattina dai contestatori davanti alla Primavera. A Urbano non gliene frega nulla, attento però Cairo che andando avanti così arriverà un altro raider a fottersi una carcassa di squadra per pochi euro. Il Toro è una scatola vuota, senza deleghe che un raider non concede.

Sul derby poco da dire. Già le distanze sono abissali poi se Lyanco regala due gol in pochi minuti cosa vuoi riprendere. Ma non rimpiango  nemmeno N’Koulou, tenuto a riposo per il Brescia, la sconfitta di Cagliari è colpa sua. Abbiamo combattuto, non era questa una partita per noi. Migliore in campo Verdi, che Longo ovviamente sostituisce, pure Sirigu non mi è apparso al meglio. Longo ha uno score in serie A da cacciarlo immediatamente, se non fosse l’ex tecnico della Primavera andrebbe cacciato. Se non fossi sicuro che cambierebbe poco andrebbe mandato via. Tra l’altro è pure sfigato, messo Dijii e subito autogol del francese, manco ce ne fosse bisogno. Se Vagnati non è convinto licenzi Longo, tanto contestazione più contestazione meno. Mi spiace per Moreno, una bravissima persona, ma la squadra non ce l’aveva con Mazzarri è evidente, l’obiettivo era un altro. Se il Ds lo riconfermerà tutti uniti per battere Brescia e Spal, non mi sembra un’impresa impossibile. Mercoledi dentro Ansaldi, Verdi e N’Koulou. Non scherziamo. Queste sì sono partite da giocare col coltello tra i denti.

4 Commenti

  1. Totalmente d’accordo spero che anche gli ultimi seguaci di Longo si siano convinti che non è l’allenatore giusto per il futuro anche se la sconfitta di oggi non è certo colpa sua. Adesso da qui alla fine dobbiamo battere Brescia e Spal e non perdere col Genoa. Anche così derelitti non mi sembra impresa impossibile

  2. Assolutamente ingiusto il giudizio su Longo. Non è responsabile di nulla.
    E bisogna solo ringraziare per l’impegno e la faccia che ci mette pur sapendo che Cairo sciagura non gli rinnoverà l’incarico.
    Rischiate pure quel deficiente adoratore di Chiellini che c’era prima… che con lui ci salviamo di sicuro

  3. Condivido tutto caro Diego, tranne che il giudizio su Longo. Verdi è stato tolto non per demeriti, o per una svista,a perché non aveva i 90 minuti nelle gambe e Longo non voleva avere altri infortuni. Lo stesso dicasi di Ansaldi, lo ha preservato per averlo fresco e al meglio col Brescia. Lì ci giochiamo una buona fetta del nostro campionato. Oggi era difficile, la squadra mi è sembrata messa in campo per fare la sua partita, poi la maggiore qualità loro ha fatto la differenza.

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