Pedullá: Ferrari più di Andersen. E Torreira è in corsa

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Il Torino si dedicherà ai rinforzi dopo l’esordio in campionato con la Fiorentina. La strada Gian Marco Ferrari, già abbondantemente segnalata, è quella preferita per la difesa, un centrale che piace molto a Giampaolo. Piacerebbe anche Andersen del Lione, che l’allenatore ha avuto ai tempi della Samp, ma ha costi molto più importanti. Torreira è un chiodo fisso per il centrocampo, l’Arsenal continua a chiedere oltre 20 milioni per il cartellino. Il Torino spera di abbassare la valutazione nei prossimi giorni, garantendo il riscatto. E nella speranza che Torreira abbia voglia di aspettare ancora, è molto allettato dal ritorno in Italia per lavorare ancora con Giampaolo. Per Torreira però non c’è solo il Torino, sul centrocampista dei Gunners c’è l’interesse della Fiorentina che per ora assiste aspettando gli scenari futuri.

(alfredopedulla.com)

7 Commenti

  1. senti pedulla’ stuoino cairota visto che hai rubrica su quella che ubìna volta era la gazzetta dello sport,ora solo piu bollettino condominiale,ci puoi dire qto chiedono i piastrellisti x ferrari? dai,illuminaci

  2. io spero in una bella scoppola per la cairese,tipo cappotto che vorrebbe dire al pres fucsia che sarebbe meglio togliesse il disturbo e che non c’è trippa o che si metta seriamente a fare una squadra seria.

  3. RICOMINCIAMO DA TRE
    Domani inizia la stagione 20/21, al momento solo televisiva, con stadi tristemente vuoti.
    Per i tifosi una sorta di amara tregenda, con i soli addetti ai lavori a ballare il sabba sul prato. Per alcuni presidenti un modo nuovo e moderno di vivere il calcio.
    Stadio chiuso eguale perdita di incasso… certo; ma anche nessun costo per l’apertura dell’impianto, dagli steward alle biglietterie, dalle pulizie alla S.I.A.E. e alle prevendite, solo per indicare le principali voci di costo. Poi lo stadio chiuso esclude contestazioni a tecnici o presidenti, così come esclude possibilità di tafferugli dentro e fuori l’impianto, per il piacere di prefetti e questori.
    Per i tifosi quindi un dramma, ma per i presidenti un fenomeno che può riservar loro positivi futuri scenari, in particolare considerando che l’incasso da abbonamenti e biglietti si configura in un misero 5-7% sui ricavi totali delle società di serie A.
    Ultimo ma non ultimo aspetto della vicenda, che non può esser trascurato, la precisa volontà, ad alti livelli ministeriali e finanziari, di trasformare il calcio da fenomeno passionale, sportivo e sociale, in mero evento spettacolo, da godersi seduti sul divano o da vivere in un stadio trasformato in una sorta di parco giochi, con disneyani pupazzi animati, cheerleader, cantanti et similia, come peraltro già parzialmente avviene in casa ovina. Uno stadio non più contenitore dell’evento partita, ma luogo per il tempo libero della famigliola felice da Mulino Bianco. E noi dalla piuma bianca e figli del calcio vero, condannati ad essere testimoni di una transizione verso un calcio sempre più cartonato.
    Però, più che di analisi sul futuro pallonaro, il mio odierno intento è l’aprire una finestra sul Torino che inizia la stagione. Un Torino che ricomincia da tre: Sirigu, Nkoulou, Belotti. I tre pezzi forti che molti di noi davano in sicura uscita, ma che, invece, ci onorano di un altro campionato con la maglia granata.
    Un Torino peraltro pressoché immutato qualitativamente, visti i soli arrivi di Karol Linetty, Mergim Vojvoda, Riccardo Rodriguez e Nicola Murru. Giocatori non certo di livello tale da far da soli la partita. Non è infatti casualità che la Doria, ispirata da Linetty e con il cursore Murru, fosse con noi laggiù nella melma della retrocessione… Parlare oggi di rose a mercato aperto è però un scrive sulla sabbia, ciò che è vero oggi può divenire inveritiero domani, un acquisto o una vendita in più ben possono far saltare il banco nel bene o nel male. Lascio quindi alla fine del mercato ogni considerazione in merito, restando in attesa di quel Torreira al momento forse disperso in un aeroporto londinese, che ci renderebbe, o almeno così colgo da post e articoli di giornale, praticamente invincibili.
    Ciò che mi sento sin d’ora di evidenziare è però la scarsa capacità a muoversi del nuovo D.S. Vagnati, da cui non mi aspetto certo operazioni di alto livello in entrata, ove occorrerebbero quei denari che il cavalier Cairo ben sappiamo non scuce, ma una maggior capacità nel piazzare i così detti “pezzi inutili” di rosa, allo stato non certo pochi. Invece nulla… Vagnati pare aver difficoltà nel vender stufe al Polo Nord. Al di là di ogni dibattito sulla persona e su quanto avvenuto lo scorso anno, che qui non ritengo di aprire, Petracchi si dimostrò sicuramente un D.S. ben più scafato e capace dell’attuale.
    Poi Giampaolo. Un allenatore difficile, un mister talmente innamorato della sua filosofia di gioco, che non è disponibile (i rossoneri dicono “non è capace”) ad inventare un gioco sulla base dei giocatori a disposizione, ma pretende che questi, con piacere o obtorto collo, si adeguino alle sue idee di calcio. Un mister filosofo allievo di quel Sacchi che riempì della sua arroganza ogni spazio televisivo e da cui ancor oggi Pupi attende una risposta su una domanda fattagli a Coverciano. Spero solo che Giampaolo, a livello umano ed empatico, sia diverso dal maestro. Chissà se gli sarà bastato il tempo concessogli per dare alla squadra qual gioco fluido e fantasioso di cui tanto parla, ma che, per ora, si è parzialmente visto solo un paio di anni a Genova?
    Anche qui al proseguo ogni valutazione. Oggi non sono in grado né di plaudirlo, né di criticarlo. Tempo tre o quattro partite e capiremo se è stato giusto e positivo togliere la panca a Moreno Longo, granata nell’anima, per darla all’emulo sacchiano Giampaolo.
    Ma una immarcescibile presenza non manca: lui, il cavalier Urbano. L’uomo dal prestigioso palmares traboccante di vittorie di scudetti del bilancio che ha saputo regalarci ben due settimi posti. Una presenza che, anche senza voler essere polemici, tutt’al più ci può garantire quella parte sinistra della classifica di nessun interesse e di nessun pregio.
    Il campionato e solo il campionato, di partita in partita ci darà quindi quelle risposte che oggi non abbiano e non possiamo avere. Risposte sulla campagna acquisti, risposte sull’abilità di Vagnati, risposte sulla scommessa Giampaolo e, sopratutto, risposte su un futuro auspicato ben diverso dalla oltremodo fallimentare realtà della passata stagione.

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