Cairo contro la Superlega: “Attentato alla salute del calcio italiano”

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Urbano Cairo
Urbano Cairo

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Il presidente del Torino Urbano Cairo si è scagliato contro la Superlega, definendola un attentato

Non usa mezzi termini Urbano Cairo, presidente del Torino, che in una lunga intervista al Corriere della Sera punta con forza il dito contro la nascita della Supelega.

ATTENTATO – «Partiamo dal calcio italiano, questa Superlega è un attentato alla sua salute, all’interesse collettivo. Tre società, Juve, Inter e Milan, hanno pensato esclusivamente alla loro salute economica, ai loro interessi. Non si preoccupano minimamente degli altri club, delle loro esigenze, dei loro problemi. Attenzione, società che pagano regolarmente gli stipendi, che faticano, lavorano, programmano con coscienza l’attività. E non mi pare proprio che in quel gruppo di 12 club, destinati a diventare magari 15, che promuovono la Superlega si rispettino certe regole virtuose, di sana gestione finanziaria, anzi tutt’altro».

QUESTIONE ECONOMICA – «Proprio così, con questo fondo iniziale si intende superare il momento di difficoltà economica che stanno vivendo tutti, chi più chi meno, disinteressandosi però totalmente del bene comune, delle sofferenze altrui. Non c’è alcun senso di responsabilità, bensì una mancanza totale di rispetto, nonostante si faccia parte per esempio di una Lega di serie A che ha cercato di affrontare il momento reso ancora più delicato dalla tremenda pandemia». 

TRADIMENTO ITALIANO – «Il progetto che prevedeva l’ingresso in Lega di serie A dei fondi in una media company aveva una base di 1,7-1,8 miliardi, soldi utili al bene comune, anche a superare le gravi difficoltà, un finanziamento importante per il rilancio della stessa serie A, che in questi anni ha perso competitività nei confronti di altre leghe europee. Agnelli faceva parte del comitato interno delegato a trattare con i fondi, aveva un ruolo importante, di primus inter pares. Il tutto necessitava di un cambio della governance stessa della Lega. Era in atto un’operazione laboriosa. Il comitato dei 5, che attenzione nasce il 13 ottobre 2020, aveva ricevuto la delega di tutte le altre società. Improvvisamente il cambio di scena, nonostante il voto assembleare che aveva sostenuto l’operazione dei fondi: Agnelli e la proprietà dell’Inter prendono le distanze dai fondi. Adesso si capisce il perché». 

Giuseppe Marotta
Giuseppe Marotta, direttore sportivo dell’Inter

MAROTTA – «È consigliere federale, con la delega della serie A: si deve dimettere. Agnelli ha lasciato l’Eca. Mi aspetto da Marotta un atto analogo per la Figc. Così anche Scaroni, presidente del Milan, coerente però sul versante fondi, perché ha continuato ad appoggiarli, deve dimettersi da consigliere di Lega. Stimo Scaroni, ma occorre un passo indietro». (calcionews24.com)

6 Commenti

  1. Quindi per una volta sono d’accrodo con Cairo. I vari Agnelli, Marotta e C hanno fatto i furbi facendo il doppio gioco. Sono stati sgamati devono pagare e molto salato.
    Io darei lo scudetto a chi arriva prima tra Atalanta e Napoli ovvero le inseguitrici di Inter e Milan, e lascerei le tre sorelle a strisce fuori dalla Champions per almeno 3 anni, a rimuginare sul loro comportamento schifoso

  2. -Come da più parti previsto ,il pallone messo su ad arte da questi illustri “galantuomini” si sta gradualmente sgonfiando ,grazie anche alla graduale defezione di clubs illustri. Però penso che ,a ragion veduta, questo non sarà proprio l’ultimo atto messo in scena da questi “squali”, pronti a ritornar sulla scena quanto prima
    a mare calmo, contando sempre sull’appoggio di banchieri potenti e privi di scrupoli.

  3. Ed ora combatta, sig. Presidente per avere una distribuzione più equa dei proventi della serie A, si faccia promotore di una lotta di giustizia per annullare ogni favoritismo finanziario, la serie A è uguale per tutti i competitor che vi partecipano e chi fa debiti se li paghi e non cerchi di fare il furbo.

  4. E se i soliti “furbetti” cercheranno di opporsi per fare i “cavoli” propri, ricordi sig. Cairo che il TORO non è una provinciale ma che ha fatto la storia del calcio italiano più di altre realtà. Infine mi permetto di dire che visto che ci sono problemi finanziari e sociali legati al calcio esiste anche il garante della concorrenza che è li apposta per non fare figli e figliastri.

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