Tuttosport: Arsenal in pressing su Belotti

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Andrea Belotti
Andrea Belotti

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Milan e Roma pensano a Belotti ma fanno i conti con la concorrenza internazionale. L’attaccante del Torino, autore di buone prestazioni a Euro 2020, ha attirato le attenzioni degli osservatori europei, in particolare di quelli provenienti dalla Premier League. L’ultimo club a essersi interessato, riporta ‘Tuttosport’, sarebbe l’Arsenal, che avrebbe già la possibilità di offrire a Cairo i 34 milioni di euro chiesti per il cartellino del bomber.

Andrea Belotti
Andrea Belotti

Maldini fa dunque i conti con l’offensiva inglese per Belotti. Classe 1993, l’attaccante ha il contratto in scadenza a giugno 2022 e non ha ancora velocizzato le trattative per il rinnovo. Nell’ultima stagione coi granata si è messo in mostra con 13 gol e 7 assist in 36 presenze totali. (calciomercato.it)

48 Commenti

  1. Sarebbe la soluzione ideale per tutti; a malincuore la permanenza di Belotti sarebbe un danno; Belotti vuole andare; rimanere per mancanza di offerte sarebbe dannoso per il suo morale e per la società che dalla vendita del gallo potrebbe finanziare l’intero mercato. Inutile fantasticare; la realtà è che se non si vende (e abbastanza bene) ciò che abbiamo; la squadra rimane quella che è al netto di operazioni minori.

  2. L’Arsenal è la mia squadra inglese preferita (dal giorno che ho letto “Febbre a 90°”)
    Il Gallo merita la Premier e le coppe europee, e gli inglesi sono gli unici in grado di spendere certe cifre.
    C’è anche il fatto di non ritrovarselo contro con la Roma o col Milan, cosa alquanto spiacevole.
    Al netto della partenza sempre dolorosissima (comunque inevitabile) convengo che i Gunners sarebbero una grande soluzione.

  3. se fosse vero….dal dire al fare c’e’ di mezzo il mare…..anzi no il maledetto che li sfianchera’ e li fara’ fuggire..accetto scommesse

  4. ma mi sa’ piu’ di una bufala con lo scopo di far alzare il prezzo a Milan e roma…se sono ancora interessate a trattare con Cairo

  5. Il rischio nel caso di vendita del Gallo è esattamente quello evidenziato da Topotoschi, arriveranno profili di bassa media caratura, l’effeci non è l’Atalanta che investe sempre con estrema oculatezza…
    aggiungo che, al di là delle visioni differenti sul valore tecnico del Gallo, dal punto di vista umano e di immagine (penso soprattutto ai bambini, che hanno un idolo in cui identificarsi pienamente) sarebbe comunque una perdita irreparabile. Poi, onestamente, non credo che, laddove il Gallo rimanesse (perché non si è riusciti a venderlo), né rifiuterebbe un nuovo contratto per andarsene a zero, né tantomeno che giocherebbe svogliato: non è nelle sue caratteristiche, e facesse una grande stagione potrebbe avere nuove occasioni, non dimentichiamo che Belotti ha 27 anni, non è a fine carriera…

  6. Guarda Biziog, per me se il Gallo rimane sarebbe un miracolo.
    Tutte le circostanze remano contro, la scadenza del contratto, la vetrina degli europei, la necessità del nano di fare cassa, la pochezza di questa squadra, la voglia di giocarsela ad alti livelli.
    Io se rimane sarei felice ma non ci credo per nulla.

  7. Per quanto io prediliga un altro genere di attaccante, il Gallo merita di fare un tentativo in una squadra ambiziosa, cosa che noi, grazie al suino di masio, non saremo mai.

  8. Checché ne dica il medio livello, l’Arsenal è una squadra gloriosa, la terza più titolata d’Inghilterra, fondata nel 1886, 20 anni prima del Toro, ci ha giocato gente che qui la vediamo col cannocchiale, soldi a palate, e in quanto a tifoseria lasciamo perdere il confronto…

  9. Le condizioni societarie e ambientali in generale…che dite? Dove si troverebbe meglio il Gallo? A Londra ricoperto di soldi, a giocare in stadi pieni nel campionato più ricco del mondo, o al Filadelfia con la disputa sui teloni, Comi sempre più grasso e il bel clima di gioiosa allegria dei social granata?

  10. Premesso che credo anche che la sua permanenza sia complicata, premesso che se andasse via non potremmo che ringraziarlo per tutto quanto fatto per il Toro
    ma non capisco i tifosi che praticamente spingono il Gallo ad andarsene (giustamente ha altre aspirazioni, merita una squadra ambiziosa, io perderei ogni voglia, l’Arsenal è una grande squadra…)
    forse abbiamo dimenticato, grazie soprattutto a Cairo, ma non solo, che noi siamo il TORO, e il motivo per cui Belotti è rimasto a lungo con noi è proprio quello, poteva andarsene già 4 anni fa, bastava puntare i piedi… ma non l’ha fatto perché Lui è orgoglioso di giocare nel Toro (nonostante tutto) ed essere il nostro Capitano
    a me non mi frega nulla dell’Arsenal (che se qualcuno conoscesse il calcio inglese saprebbe che sono i gobbi d’oltremanica per tutti i tifosi anglosassoni) non me ne frega nulla di Cairo e delle ambizioni dell’effeci
    io voglio che il Gallo rimanga e tutti i tifosi dovrebbero manifestargli affetto e spingerlo a rimanere
    poi non servirà, ma è doveroso, anche solo come ringraziamento
    ricordiamoci, nonostante Cairo, noi NON siamo l’Udinese o il Sassuolo, Noi siamo il TORO

  11. L’Arsenal gobbi di Inghilterra per tutti i tifosi inglesi, a detta poi dell’esperto leader quest’oggi di squadre inglesi, è la ciliegina acida sul solito zuppone di retorica, che come te la cucina e te la serve Biziog, nessuno!

    • A seconda delle convenienze dialettiche oggi siamo il TORO un minuto dopo la Cairese, in quale delle due dovrebbe essere orgoglioso di giocare il Gallo, Biziog? Ma soprattutto chi se non “…noi pochi, noi (non) felici pochi…” è ancora capace di vedere la differenza? Di certo nessuno fuori dal recinto della nostra fede e quindi dubito anche il Gallo.
      Se vogliamo fare un’analisi seria questo sarebbe il momento di rifondare, di ripartire dai pochissimi affidabili e convinti a restare (almeno un altro anno), abbassare il monte ingaggi drasticamente in modo da recuperare margini operativi, acquistare un manipolo di giovanotti plusvalenziabili, puntare ad una serena salvezza e ad un trading di giocatori in grado di garantirci una crescita tipo ciclo Venturiano. Per me è ovvio che Cairo ingaggiando Juric, e concedendogli 3 anni di contratto, avesse questo in mente così come è evidente che questa rifondazione si stia incagliando sugli errori del passato e sulla impossibilità di liberarsi di una pletora di mediocri con ingaggi sproporzionati al loro reale valore.
      Staremo a vedere, ma come ho detto più volte questo è l’ultimo giro di giostra concesso a Cairo e se vende Belotti il Re rimarrà nudo senza neanche più la foglia di fico del “…ho tenuto tutti i migliori…” e quindi in una posizione molto più fragile dovesse fallire per l’ennesima volta.

      • Granata67
        prima mi poni il dubbio Toro/cairese e poi ti metti a dare indicazioni strategiche di mercato? A questo punto per quale delle due?
        Cosa abbia in mente cairo non mi interessa, ma io auspico che Belotti rimanga perché fosse venduto non cambierebbe nulla se non che avremmo perso il giocatore più forte e l’unico a incarnare il nostro spirito
        a me dei giovanotti che facciano plus valenza non me ne può fregare de meno…

    • senti Marco Corti,
      per favore smettila di etichettare ogni mio commento come retorico, spiegami cosa ci sia di retorico nel definire l’Arsenal gobba di Inghilterra? Forse ti senti offeso perché tifi Arsenal dopo aver letto un libro?
      Trent’anni fa chiesi a un mio amico inglese quale squadra loro fosse + vicina alle m***e, lui rispose senza esitazione l’Arsenal, vuoi per un clamoroso furto, vuoi per lo stile, affermazione che mi fu poi confermata da altri inglesi. Poi certo è opinabile, ma di retorico non c’è nulla.
      Prima di scrivere leggi attentamente il significato della parole…

      • Mi dispiace biziog ma tu per primo chiami il Toro attuale Cairese mentre, sempre secondo te, Belotti dovrebbe invece percepire sé stesso come il capitano del TORO, quello che per noi è un luogo della memoria e dello spirito ormai annichilito da sedici anni di gestione Cairota, come se lui e solo lui, vivesse in una bolla avulso dalla attuale realtà; io ci vedo una contraddizione, anzi ti dirò di più, se veramente Belotti si sentisse il capitano di quel TORO allora dovrebbe essere lui per primo a voler separare il suo destino da questo scempio dei nostri e dei suoi valori.
        Per quanto riguarda il mercato poi non solo la Dea ma anche il Napoli (che nel 2004 è ripartito dalla C) e la Lazio campano e bene da anni sulle plusvalenze; tutto sta all’organizzazione che c’è dietro e agli obbiettivi sportivi, se ci sono, che ci si dà.

        • Mai chiamato il Toro cairese MAI
          Prima di attribuire parole agli altri bisogna essere sicuri…
          Io la chiamo ogni tanto effeci
          Detto questo Belotti è l’ultimo appiglio cui aggrapparsi quindi non vedo motivo insano per cui dovrei sperare che se ne vada…
          Siamo alla follia

      • Partendo dalla premessa che in Europa forse solo il Real Madrid per l’arroganza del potere e per i favori costanti e sfacciati dagli arbitri può definirsi paragonabile alle merde, il resto è da sbellicarsi dalle risate: Io (che in Inghilterra ho vissuto 2 anni) non conosco il calcio inglese a differenza tua che sai tutto per via della risposta trent’anni fa di un tuo amico inglese, forse del Tottenham o del West Ham. Quindi è universalmente risaputo: ARSENAL=GOBBI, qualunque intenditore di calcio britannico la sa. Un comico. Pensa che se chiedi a un laziale qual è la squadra più merdosa del mondo, quello ti risponde: la Roma. La retorica non era comunque in questo punto, ma in tutto il resto, ma lo so che non te ne accorgi. Molti tuoi commenti sono talmente imbevuti di retorica che Varriale e la Ferrari quando parlano dell’Italia al confronto sono asciutti e per niente ruffiani.

        • Senti Corti io non mi sono mai permesso di giudicare il tuo stile di commenti ma solo il merito
          Ma giacché ti ergi a censore degli altri bollando come retorica il tentativo disperato di difendere un’appartenenza a valori che Cairo (e tifosi come te) stanno dissolvendo, vorrei ricordarti che ogni tuo commento è dominato selvaggiamente da banalità sconcertanti, una fiera di ovvietà di rara fattura
          D’altra parte da uno che sostiene di aver vissuto in Inghilterra e tifa Arsenal perché ha letto un libro… ???

          • Esattamente. Quando scrivi: “il tentativo disperato di difendere un’appartenenza a valori che Cairo (e tifosi come te) stanno dissolvendo” trasudi una tale quantità di retorica che ci sei dentro fino agli occhi e non te ne rendi conto. O come la vuoi chiamare? Poi si, ho abitato in Inghilterra negli anni ’90, ho fatto persino la mattata di cercare di fare (inutilmente) un provino con il Brighton che all’epoca era in 4° serie. Mi è sempre piaciuto il calcio e il tifo inglese, e ne ho conosciuti tanti di tutte le squadre, il libro di Nick Hornby, da cui hanno tratto pure un buon film, mi ha aiutato a sceglierne una. Segnalo anche “Il maledetto United” (che però era il Leeds) sulla storia di Brian Clough (pure ottimo film), e un libro minore “La mia vita rovinata dal Manchester United”, storia di un tifoso del City, ma questo non vale gli altri due.

  12. -Eppure una “speranziella” sulla sua permanenza mi rimane ancora, nonostante tutto quel che si dice.
    Miracolo? Attaccamento ad una gloriosa maglia di cui è capitano? Il calore di una tifoseria appassionata?
    Staremo a vedere l’evolversi della situazione.

  13. Avrei un sogno
    Sarebbe bello se qualcuno in ambito professionale (Marketing internazionale) promuovesse il nostro club nei paesi arabi (grandi appassionati di calcio)come progetto per una nuova realtà da far crescere (tipo Manchester City o PSG)
    Sarebbe veramente troppo bello vedere un ricco arabo voglioso di riportare alla gloria un leggendario club come il nostro
    Ahhh magari sto solo sognando(sognare non costa nulla?)

  14. Belotti è il giocatore più rappresentativo del Torino FC, è un bravo ragazzo, non lesina mai l’impegno. Ma di qui a farne una bandiera, un intoccabile ce ne passa. Sarà che sono vecchio e le bandiere le ho viste e conosciute, così come il Toro, quello vero! Belotti è un senatore di questa squadra, si è fatto sentire nello spogliatoio quando c’è n’era bisogno? Ha dato il suo contributo attivo a mettere ordine quando i vari Sirigu, Izzo, Nkoulou facevano tutto tranne che giocare e comportarsi da uomini? Ho i miei dubbi, molti. E se lo ha fatto non se n’è accorto nessuno! Penso che sia il primo a voler andare, senza nessuno, nemmeno uno, dei problemi che ci poniamo noi. Non è una colpa, faccia le sue scelte. Ma smettiamola di farne una statua benedetta.

  15. Presuntuosi e indisponenti, uno spreco di talento immenso.
    Và anche detto che la Svizzera stasera correva il doppio di quanto fatto contro di noi nei gironi.

  16. -Visto l’exploit di Rodriguez di ieri sera tutto lascia intendere che non ci sarà la coda per un suo eventuale acquisto. Fortuna della Svizzera è stata quella di non averlo tra i rigoristi finali.

  17. Guarda che “negro” è il soprannome più comune a Roma, io ne conosco personalmente almeno 5, e uno (mio amico carissimo da 40 anni) è proprio marrone scuro. Persino il capo della banda della magliana, quello che nella finzione è “il Libanese”, nella realtà lo chiamavano “er negro”.
    Però non fare lo gnorri, la Francia Bingo bongo o Liverani scimmia sono un’altra cosa. Te ne dico un’altra: mio cugino ha sposato una francese originaria della Martinica, mio nipote è mulatto, e quando devo leggere certe dimostrazioni di stupidità, mi vergogno come adulto pensando a lui. Del resto dovresti sapere quello che le stesse persone tirano fuori sui napoletani, con gli stessi meccanismi, lo stesso astio becero. Solo innocui sfottò? Chiedi là da te quanto sono apprezzati.

  18. Ho abitato in un sacco di zone di Londra, Paddington, Chiswick, Earls court, Stockwell, per un breve periodo anche a Cathcard Road, molto vicina allo stadio del Chelsea, e tra i tanti lavori che ho fatto lassù ho anche consegnato il pane alla mensa delle giovanili del West Ham ad Upton Park. Tuttavia il posto in cui sono rimasto più a lungo è Brighton, sul mare a meno di un’ora da Londra. La storia del provino (mancato) col Brighton & Hove è vera e quasi surreale. Insieme a me c’era un ragazzo rumeno che aveva giocato nelle giovanili dello Steaua insieme a Raducioiou (che all’epoca giocava col Milan) e di cui diceva peste e corna. Quando gli chiesero in che ruolo giocava, rispose: Libero, un ruolo che praticamente non è mai esistito nel calcio inglese. Neanche ci fecero spogliare, di fatto eravamo due camerieri stranieri che vivevano alla giornata.
    Però bazzicavamo un sacco di campetti di periferia e ne abbiamo vinte di partite. All’epoca i rapporti di forza tra serie A e premier league erano al contrario di come sono oggi.

    • Ma certo, omonimo, mettici pure che eravamo giovani, il senso di avventura e di libertà in una metropoli vera, aperta al mondo, non rinchiusi nel misero orticello di meschini egoismi in quella lontana provincia di periferia che di fatto è il Bel Paese. Io, prima volta a Londra nel 1981 (16 anni) con mio padre, poi da avventuriero mina vagante nel ’93 e ’94. Da lì volo intercontinentale e 4 mesi in Venezuela nel ’95, poi di nuovo a Londra per il capodanno ’96.
      Altri tempi, cazzo

      • Ah, poi hai citato Tottenham court road, in quella zona c’è una strada chiamata Denmark street che è gremita di negozi di chitarre.
        Non strumenti musicali, solo chitarre e bassi elettrici. Negozi a tre piani con sale prove ovunque, decine di chitarristi che provano gli strumenti, il paradiso del chitarrista. Forse è cambiato tutto nel frattempo, ma quella strada mi è rimasta impressa.

  19. -Bianchi,neri,gialli, che differenza fa ? Ho avuto amici carissimi di queste etnie ,ognuno con le proprie rispettabile idee e con cui si dialogava serenamente, senza astio ,senza rancori o suddivisioni. Persone di tutto rispetto che la vita ci ha allontanato, ma che sinceramente a tutt’oggi mi mancano, e non poco.

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