Senza Pjaca tra calli e campielli

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Proprio non ci voleva l’indisponibilità del nostro attuale capocannoniere che sommata a quelle del Gallo, nostro giocatore simbolo, e dell’acquisto più “internazionale”, Praet, costringerà mister Juric a schierare la sesta formazione diversa in altrettante gare disputate, ma soprattutto obbligherà agli straordinari un reparto, quello offensivo, che perdurante l’assenza di Zaza e la forma ancora precaria di Verdi, non dispone di grandi alternative in organico. La terza partita in dieci giorni necessiterebbe di un certo turn-over per affrontare al meglio un avversario che ha nell’organizzazione, nel dinamismo e nell’entusiasmo le prerogative per tentare la salvezza in serie A, faticosamente raggiunta a fine Maggio dopo 19 anni di assenza, e che con un solo match disputato in casa(perso al 94° contro lo Spezia), ha fame di punti, invano cercati all’esordio a Napoli(sconfitta maturata negli ultimi 30′ con i partenopei in dieci dal 22°)e soltanto accarezzati nell’ultimo turno contro il Milan, bloccato sul nulla di fatto fino a 20′ dal termine. Insperati forse, ma meritati quelli conseguiti a Empoli, con i locali reduci dall’impresa all’Allianz, grazie ad una condotta di gara intelligente e ben preparata, nella quale spiccano le marcature del francese Henry e del belga Okereke che, assieme a quella di testa del centrale difensivo Ceccaroni allo spezzino Zoet, rappresentano attualmente il bottino più esiguo della massima serie.

Parlare del Venezia fa subito balzare alla mente il Grande Valentino Mazzola che, da esordiente in serie A nel 1939/40, contribuì al raggiungimento del 10° posto e alla conquista nell’anno successivo della Coppa Italia, giunta contro la Roma nel ritorno della finalissima, pareggiata 3 a 3 all’andata e vinta 1 a 0 al Penzo, grazie al goal di un altro Invincibile, Ezio Loik che proprio oggi compirebbe 102 anni. Avanzando nel tempo, come non ricordare Alberto Zaccheroni(nostro mister nell’anno del Centenario, anche se soltanto per sei mesi)capace di riportare i lagunari in serie B, con Zamparini presidente, nel 1990/91, dopo lo spareggio con il Como disputato a Cesena e Walter Novellino(allenatore del Toro per due stagioni tra il 2007 e il 2009, dove collezionò altrettanti esoneri)che con il secondo posto del 1997/98 in cadetteria conquistò una promozione agognata da oltre trent’anni, che gli permise di allenare Alvaro Recoba(arrivato per un solo anno sotto la Mole nel 2007, ormai spompato), fondamentale innesto del mercato di riparazione per agguantare l’isperata rimonta salvezza. Un altro ex Torino, Giancarlo Corradini(il forte difensore che ha totalizzato 146 presenze nell’arco temporale tra il 1982 e il 1988, tra i protagonisti del secondo posto nel 1985 alle spalle dei Campioni d’Italia del Verona)ha allenato per un breve periodo nel 2007 in serie C1 gli arancioneroverdi, mentre è storia recente l’avvento di Mattia Collauto(cresciuto nei giovani granata) e Paolo Poggi(centravanti al Toro dal ’92 al ’94 con il quale alzò l’ultimo trofeo in bacheca, la Coppa Italia del 19 Giugno 1993, partecipazione che griffò con due reti segnate entrambe alla Juve), rispettivamente d.s. e d.t. nominati l’anno passato dal nuovo Presidente Duncan Niederauer, rappresentante del soggetto proprietario del club VFC NEWCO 2020 LCC e subito autori di una vera e propria impresa ai play-off(dopo aver concluso la regular season al quinto posto con 59 punti), il cui merito va attribuito in massima parte a mister Paolo Zanetti(ex centrocampista con un passato al Torino tra il 2007 e il 2011 in due campionati di A e due di B)e alla sua mentalità, improntata sul possesso palla ragionato, mirato a muovere gli avversari e portare tanti giocatori nella metà campo offensiva. Insomma troveremo un avversario che ha come progetto tattico l’idea di giocarsela con tutti, facendo leva anche sull’ esperienza del trentottenne Cristian Molinaro(81 presenze in quattro anni da noi, solo allo Stoccarda in Bundesliga ne ha collezionate di più), sulla freschezza e qualità tecnica, che sa esprimere molto bene nelle soluzioni da fermo, del ciriacese Mattia Aramu(che facemmo esordire nel massimo campionato nel 2016 dopo undici anni di settore giovanile) e sulla duttilità del jolly gallese Ampadu.

Tanto amarcord che però non deve intenerirci, per poter sopravanzare ancora la Juve che proprio oggi, in previsione derby, ha perso per infortunio sia Dybala che Morata. E in attesa di belle e producenti sensazioni dal Penzo e dell’impegnativo mercoledì di Champions, già questa è una buona notizia.

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