Il nuovo corso del Torino senza Bremer e Belotti

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Andrea Belotti
Andrea Belotti

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È stato il miglior difensore dell’ultimo campionato, non solo con la maglia del Toro. Ma è già parte del passato. Esattamente come il Gallo. Adesso, dopo la partenza di Bremer e il saluto a Belotti, il futuro granata ha meno certezze e un nuovo percorso da costruire. In cassa ci sono i 41 milioni legati alla cessione del difensore ma la garanzia, il collante, il punto fermo della squadra è di nuovo Ivan Juric.

Quale sarà allora il ruolo dei granata in campionato dopo l’addio di Gleison e Andrea? C’è il rischio che dopo un’annata positiva rispetto alla media degli ultimi anni, il Torino torni di nuovo a invischiarsi nei bassifondi della classifica prima della solita salvezza a poche giornate dalla fine? Dando un’occhiata ai nuovi siti scommesse è possibile farsi un’idea di quale sia il parere degli esperti relativo al potenziale e alle reali possibilità del Torino nella prossima stagione. I migliori bookmakers della lista hanno già indicato le chance reali dei granata, riflesse nelle quotazioni sul club. Basta solo confrontarle con quelle delle altre 19 squadre della Serie A per capire fin dove può arrivare la formazione di Cairo.

Finora il Toro ha investito 14,6 milioni per i riscatti di Ricci, Berisha e Pellegri. Intanto c’è il diciottenne Ihlkan appena arrivato, Bayeye dal Catanzaro e Radonjic in prestito dal Marsiglia. Con l’addio del difensore brasiliano, e in attesa da ulteriori rinforzi necessari,  il valore del Torino è sceso quasi del 50%, fermandosi intorno 110 milioni, secondo le stime di Transfermarkt. La rosa dei granata ha bisogno di qualche innesto dell’undici titolare piuttosto che in panchina. Per adesso, oltre a Radonjic, c’è l’innesto di Lazaro sull’out di sinistra. Manca ancora il sostituto di Belotti, si spera nell’esplosione di Pellegri e si guarda a Seck, che potrebbe muoversi come trequartista/sottopunta anche nel modulo 3-4-1-2.

Calciomercato difficile ma Cairo sereno, che intanto afferma: “Voglio creare un Toro forte e fare contento Juric”.  Juric che sogna Vlasic, Kluivert e Miranchuk, con piste che in alcuni casi restano ancora decisamente indefinite. Al momento, tra movimenti in entrata e in uscita, Ivan schiera una formazione tipo con un 3-4-1-2 o un 3-4-2-1 con Berisha, potenzialmente avvantaggiato su Milinkovic Savic, Rodriguez, Zima e Djidji in difesa, Singo, Lukic, Ricci e Vojvoda in mediana, Radonjic, Pellegri e Sanabria nel reparto offensivo. Una squadra che al momento ha un valore di mercato pari a 77,7 milioni.

Sul versante concreto del gioco, Juric punterà sicuramente a impostare il suo solito straordinario pressing in zona alta che, secondo l’indice PPDA, parametro di misura noto solo ai più esperti, è stato praticamente il migliore in tutta la Serie A 2021/22. Lo stile di gioco estremamente aggressivo che Juric è riuscito a trasmettere al Toro nell’ultimo campionato ha creato un vantaggio di rendimento in termini di pressione sull’impostazione degli avversari, recupero palla e re-impostazione del gioco. L’indice di distruzione del gioco (BDP) che ha fatto registrare numeri eccellenti a Torino, era stato il migliore anche a Verona, garantendo così agli scaligeri prestazioni e risultati. Juric, in sintesi, è l’uomo che può fare davvero la differenza.

Insomma, il Torino riparte proprio da lui, vero punto di forza della squadra e del Club. O quantomeno punto di riferimento, faro in mezzo al mare. Indipendentemente dai singoli, dal saluto finale di Belotti e dalla partenza sofferta di Bremer, ferita che nel tempo difficilmente riuscirà a rimarginarsi considerando l’approdo in bianconero del difensore, il futuro prossimo del Torino riparte esattamente da Juric, che in attesa di almeno qualche uomo in più di valore, prepara il suo campo di battaglia fatto di aggressività, agonismo e determinazione.

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