Toro in caduta libera

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Belotti sconfitta
Belotti sconfitta

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24^ GIORNATA (5^ DEL RITORNO) DEL CAMPIONATO DI CALCIO “SERIE A”  STAGIONE 2019/2020

MILAN  TORINO:  1  –  0​​​LUNEDI’ 17 FEBBRAIO 2020, h. 20,45

MILAN (4-2-3-1):DONNARUMMA; CALABRIA, KJAER (dal 46° p.t. GABBIA), ROMAGNOLI, HERNANDEZ; KESSIE, BENNACER; CASTILLEJO, PAQUETA’ (dal 24° s.t. BONAVENTURA), REBIC (dal 43° s.t. LEAO); IBRAHIMOVIC.

ALL: PIOLI

ESPULSI: NESSUNO

AMMONITI: BENNACER e CASTILLEJO per gioco scorretto; PIOLI per proteste.

TORINO (3-5-2): SIRIGU; LYANCO, (dal 40° s.t. OLA AINA), NKOULOU, BREMER; DE SILVESTRI, LUKIC, RINCON, BERENGUER (dal 40° s.t. MILLICO), ANSALDI; EDERA (dal 19° s.t. ZAZA), BELOTTI.

ALL: LONGO.

ESPULSI: NESSUNO

AMMONITI: EDERA, RINCON e ANSALDI per gioco scorretto. 

ARBITRO: FABBRI di Ravenna. 

Doveva essere un altro campionato anonimo, noioso perché il Toro non riusciva ad avere un rendimento che lo proiettasse nelle posizioni medio/alte della classifica, invece quello attuale è un campionato che sta diventando da brivido perché i granata, dopo aver subìto la quinta sconfitta consecutiva ad opera del Milan, si trovano a +5 punti dalla zona retrocessione occupata a quota 22 punti da un Genoa rinvigorito dalla cura Nicola. Mancano quattordici giornate alla fine del campionato e servono almeno tredici punti per raggiungere la presumibile quota salvezza, ed evitare lo smacco della Serie B. Vien da chiedersi cosa è successo rispetto alla scorsa stagione, quando la difesa del Toro era tra le meno perforate mentre ora i gol incassati sono 43, al livello delle squadre che lottano per non retrocedere. La squadra è rimasta sostanzialmente la stessa, anzi è stato inserito Verdi, il cui acquisto è risultato il più costoso dell’era Cairo. Ed è stato motivo d’orgoglio del Presidente l’essere riuscito a mantenere la rosa intatta nonostante l’interesse di altre squadre nei confronti di giocatori granata, e il desiderio di Nkoulou di cambiare aria in direzione Roma al seguito dell’ex DS Petrachi. E’ innegabile che la vicenda Nkoulou ha prodotto malcontento in seno alla società, e non è da escludere che gli strascichi si siano protratti oltre il dovuto determinando qualche crepa nello spogliatoio, anche se poi la diatriba è apparentemente rientrata. Non è possibile che tutti siano diventati brocchi improvvisamente; deve essere successo qualcosa che ha scombussolato certi equilibri. Moreno Longo si è caricato sulle spalle un gran peso, e così tutti gli altri “cuori granata” che hanno sostituito il precedente staff della gestione Mazzarri. Tuttavia non basta essere tifosi del Toro per cambiarne il suo destino, se in squadra non si hanno elementi di qualità o se la qualità non viene più espressa. Ad esempio Berenguer ha ricevuto un ottimo assist da De Silvestri, ma la palla anziché andare in porta è finita in tribuna. Anche Belotti si è involuto e rischia, di questo passo, di perdere la Nazionale benché l’unico tiro in porta del Toro sia stato proprio un suo colpo di testa. Fortunatamente Sirigu, ancora una volta il migliore, ha compiuto una gran parata su un tiro di Paquetà tenendo in partita il Toro; e meno male che sia Ibrahimovic sia Castillejo, liberi da marcature, hanno spedito fuori due palloni assai invitanti. Zaza è entrato al 19° della ripresa ma la sua presenza è stata impalpabile; sul gol del solito Rebic Lyanco è apparso in ritardo. Ben diversa la partita del giovane Gabbia, entrato in sostituzione di Kjaer, infortunato, e di Musacchio che, in panchina, ha lamentato un dolore al polpaccio: ha dimostrato la freddezza e la personalità di un veterano. Nkoulou è risultato il migliore della difesa, Rincon e Ansaldi si sono fatti apprezzare, specialmente nella ripresa quando il Toro sembrava più in palla. Ma per risalire la china è necessario un altro atteggiamento, una maggior determinazione, più corsa e più convinzione. E’ una tristezza vedere il Toro in simili condizioni!

Franco Venchi 

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