Le pagelle di Torino – Lazio 1-2

0
204
Soualiho Meïté
Soualiho Meïté, centrocampista francese del TorinoFc

Sharing is caring!

TORINO (3-5-2):

SIRIGU 6: In realtà non deve compiere particolari prodezze per salvare il risultato: nel primo tempo Immobile ci prova, ma non centra la porta. Nella ripresa è bravissimo su Milinkovic, appena prima di essere trafitto dalla deviazione di Bremer sul tiro di Parolo.

LYANCO 6,5: Non certo una partita facile, dopo mesi di inattività. Il brasiliano però, schierato al posto di Izzo, è una delle note più liete: non sbaglia nulla, è sempre ben piazzato, è bravo in alcune chiusure, specie nella ripresa, cerca di dare una mano anche in fase di impostazione.

NKOULOU 6,5: Si riprende dalla brutta giornata di Cagliari, con una prestazione attenta e precisa: ha il merito di andarsi a procurare il rigore ad inizio partita, è bravo nelle chiusure, concedendosi anche qualche uscita da applausi. Solo un paio di sbavature nelle chiusure su Immobile, una per tempo: la seconda purtroppo, costa il gol del pareggio.

BREMER 6,5: Si conferma in ottimo periodo di forma, con una gara puntigliosa e attenta su Caicedo. Mai in difficoltà nella fase difensiva, ha qualche problema nell’impostazione dell’azione e rischia quando tiene troppo la palla tra i piedi: sfortunato nella deviazione che batte Sirigu.

35′ st MILLICO: s.v.

DE SILVESTRI 5,5: Come al solito, lotta come un leone, ma si vede che è palesemente a corto di fiato, tanto che non riesce mai a spingere e soffre Jony (decisamente più fresco), in fase difensiva.

14′ st ANSALDI 5,5: L’ingresso è da incubo: Lukaku gli va via da tutte le parti e fa quello che vuole. Nel finale, spostato a sinistra, prova a saltare l’uomo e a mettere qualche cross in mezzo.

LUKIC 6: Gioca in una posizione più avanzata rispetto agli altri centrali di centrocampo, col compito di dare palleggio e verticalità alla manovra. Purtroppo i compagni sono troppo schiacciati all’indietro per sostenerlo, e le sue giocate sono poco incisive. Fin quando ha fiato, è utile in fase di contenimento.

35′ st DJIDJI: s.v.

RINCON 5,5: Perno centrale davanti alla difesa, nel primo tempo concede pochissimo, chiude le linee di passaggio per Luis Alberto e limita la Lazio. Purtroppo quando la fatica aumenta, comincia a calare e il finale è in chiara sofferenza.

MEITE’ 6,5: Un primo tempo straordinario, forse il migliore di sempre in maglia granata. Longo gli chiede tantissimo: la copertura su Luis Alberto, il raddoppio di marcatura sugli esterni, la gestione delle ripartenze. Si spegna alla distanza, ma fino a quando le gambe lo sorreggono, è il migliore in campo.

AINA 6: Gara di grande sacrificio: il suo compito è soprattutto quello di contenere Lazzari e fino a quando le gambe girano, lo fa bene, concedendo pochissimo all’avversario. Esce stremato, ma è una prestazione ben diversa da quella di Cagliari.

25′ st EDERA 5: Entra e la Lazio segna il gol della vittoria perchè è in ritardo nella chiusura su Parolo. Non incide sulla partita, anche perchè sul cross di Ansaldi, evita inspiegabilmente di metterci la testa. Un’altra occasione fallita, come contro il Parma.

VERDI 5: La partita del Toro è di puro contenimento, con la squadra bassissima e gli attaccanti abbandonati a loro stessi. Detto questo, è lecito attendersi qualcosa di più: parte bene, con la punizione che porta al rigore, ma invece di prendere fiducia, sparisce dal campo. L’unica volta in cui si fa notare è per un giallo evitabile.

14′ st BERENGUER 5,5: Meglio di Verdi, se non altro perchè è dinamico e tenta di creare qualcosa: i risultati però sono scarsi, e tutte le sue iniziative vengono lette con facilità dalla difesa laziale.

BELOTTI 6: Realizza il rigore del provvisorio vantaggio, e come al solito si danna l’anima, anche nel finale quando appare visibilmente stremato. Purtroppo non può fare la guerra da solo contro tutta la difesa laziale, e se i compagni lo servono solo con lanci lunghi, è facile raddoppiarlo e annullarlo.

ALL. LONGO 5: Quattro punti in sette partite, anche peggio di Mazzarri. Paga la sua inesperienza e la decisione assurda di una società ridicola, di puntare su un allenatore senza esperienza in un momento così difficile. La partita si mette anche bene, con un vantaggio immediato, ma poi il Toro denota i soliti limiti: bene nella fase difensiva, tanta compattezza in mezzo al campo e linee strette. Purtroppo manca tutto il resto: una manovra offensiva, la qualità in costruzione, la rosa che non garantisce cambi all’altezza. Certo, La Lazio non è l’avversario ideale per fare punti (anche se per oltre un’ora il Toro sembra difendersi bene), e la salvezza passa attraverso altri tipi di gare: quelle in casa con Brescia, Genoa, Verona e le trasferte di Firenze, Ferrara e Bologna.

LAZIO (3-5-2):

Strakosha 6 – Patric 6,5 (45′ st D. Anderson s.v.) – Acerbi 6,5 – Radu 6 – Lazzari 6,5 (45′ st Bastos s.v.) – Milinkovic 7 – Parolo 6,5 – Luis Alberto 7,5 – Jony 5,5 (14′ st Lukaku 6,5) – Caicedo 5,5 (14′ st Correa 6) – Immobile 6 – ALL. Farris 7

ARBITRO, sig. MASSA 7: Direzione di gara quasi impeccabile: lascia correre quando serve, gestisce bene i cartellini, è attento in occasione del penalty iniziale e vede bene negli episodi importanti. A parte l’occasione di Immobile nel primo tempo, è ben assistito anche dai guardalinee.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui