La storia dello Stadio Grande Torino: dal Comunale alla casa dei granata
Con una capienza superiore ai 28.000 spettatori, ospita le gare casalinghe del Torino FC

Lo Stadio Olimpico Grande Torino è molto più di un semplice impianto sportivo. È uno dei luoghi simbolo della città di Torino, teatro di eventi sportivi, concerti internazionali e pagine memorabili della storia granata e del calcio italiano. La sua storia attraversa quasi un secolo, dalle origini negli anni Trenta fino alla moderna veste inaugurata in occasione delle Olimpiadi Invernali del 2006.
Le origini: il "Mussolini" del 1933
L'impianto venne inaugurato nel 1933 con il nome di Stadio Municipale Benito Mussolini. La sua costruzione fu voluta per ospitare i Giochi Littoriali dell'Anno XI e i Campionati Internazionali Studenteschi, importanti manifestazioni sportive organizzate durante il periodo fascista.
Progettato secondo i canoni architettonici dell'epoca, lo stadio rappresentava una delle strutture sportive più moderne d'Italia e costituiva un simbolo della Torino che guardava al futuro attraverso lo sport.
Dopo gli eventi inaugurali, nel 1934 lo stadio fu scelto come una delle sedi della seconda edizione della Coppa del Mondo FIFA, disputata proprio in Italia e vinta dalla nazionale azzurra.
Gli anni Trenta e Quaranta: il Torino gioca ancora al Filadelfia
Nonostante la modernità dell'impianto, il Torino non vi si trasferì immediatamente. Dalla stagione 1934-35 lo stadio iniziò a ospitare regolarmente le partite del campionato di calcio, ma i granata continuarono a giocare nel loro storico Stadio Filadelfia, di proprietà della società.
Per molti anni, quindi, il Comunale e il Filadelfia vissero parallelamente, rappresentando due anime diverse del calcio torinese.
Il Grande Torino e la partita entrata nella leggenda
Uno dei momenti più celebri della storia dello stadio risale all'11 maggio 1947.
Quel giorno si disputò Italia-Ungheria, terminata con il punteggio di 3-2 per gli azzurri. La partita è ancora oggi ricordata per un record straordinario: la nazionale italiana schierò ben dieci giocatori del Grande Torino su undici titolari.
In campo c'erano autentiche leggende granata come Valerio Bacigalupo, Aldo Ballarin, Dino Ballarin, Maroso, Rigamonti, Castigliano, Grezar, Loik, Menti, Mazzola, Ossola e Gabetto. Le reti italiane portarono proprio la firma di due protagonisti del Grande Torino: due gol di Guglielmo Gabetto e uno di Ezio Loik.
Quella formazione rappresentò probabilmente il momento di massimo splendore della squadra che, appena due anni dopo, sarebbe stata tragicamente cancellata dalla tragedia di Superga.

Dal dopoguerra alla casa del Torino
Dalla fine degli anni Cinquanta il Torino abbandonò definitivamente il Filadelfia e si trasferì allo Stadio Comunale.
Da quel momento l'impianto divenne la casa delle due principali squadre cittadine, Torino e Juventus, che condivisero lo stadio per oltre trent'anni.
In quegli anni il Comunale ospitò alcune delle pagine più importanti della storia granata, compreso lo storico Scudetto conquistato nella stagione 1975-76 dalla squadra allenata da Luigi Radice.
Non solo calcio: il Museo dell'Automobile e le Universiadi
La storia dello stadio non è legata esclusivamente al calcio.
Dal 1938 fino alla fine degli anni Cinquanta ospitò infatti la sede provvisoria del Museo dell'Automobile di Torino, inaugurato ufficialmente nel 1939 e successivamente trasferito nell'attuale sede di Corso Unità d'Italia.
L'impianto fu inoltre scelto come sede delle Universiadi del 1959 e del 1970, confermandosi uno dei principali poli sportivi della città.
Gli anni dei grandi concerti
Nel corso dei decenni lo Stadio Comunale è stato anche uno dei più importanti palcoscenici musicali italiani.
Sul prato dello stadio si sono esibiti alcuni degli artisti più celebri del panorama internazionale, tra cui:
- Rolling Stones
- Police
- Madonna
Eventi che hanno contribuito a trasformare l'impianto in un punto di riferimento non soltanto sportivo, ma anche culturale e musicale.
L'addio al Comunale e il trasferimento al Delle Alpi
Nel 1990 Torino ospitò alcune partite dei Mondiali di calcio organizzati in Italia.
Per l'occasione venne costruito il nuovo Stadio delle Alpi, destinato ad accogliere le gare della competizione. Al termine della stagione 1989-90 sia Torino che Juventus lasciarono il Comunale per trasferirsi nel nuovo impianto.
Per diversi anni il vecchio stadio rimase quindi inutilizzato e in attesa di una nuova destinazione.
La rinascita per le Olimpiadi di Torino 2006
La svolta arrivò all'inizio degli anni Duemila.
In vista delle Olimpiadi Invernali di Torino 2006 venne avviato un importante progetto di riqualificazione affidato agli studi di architettura Giovanni Cenna Architetto e Arteco.
L'intervento fu particolarmente complesso perché doveva conciliare due esigenze:
- preservare le strutture storiche sottoposte al vincolo della Soprintendenza;
- trasformare l'impianto in uno stadio moderno e funzionale.
La ristrutturazione mantenne quindi gran parte dell'impianto originario, introducendo però profonde innovazioni architettoniche.
Vennero realizzate nuove strutture verticali per sostenere una copertura completa dell'impianto e fu aggiunto un nuovo anello superiore continuo. All'interno della nuova struttura trovarono spazio anche 44 palchi hospitality.
Particolare attenzione venne riservata al terreno di gioco: circa un terzo della copertura fu realizzato con materiale semitrasparente per garantire una maggiore illuminazione naturale del manto erboso.
Nasce lo Stadio Olimpico Grande Torino
Dopo la ristrutturazione l'impianto assunse il nome di Stadio Olimpico di Torino e tornò a ospitare regolarmente le partite del Torino FC.
Nel 2016 il Comune di Torino decise di intitolare ufficialmente lo stadio al Grande Torino, rendendo omaggio alla squadra più forte della storia granata e tra le più leggendarie del calcio mondiale.
Da quel momento il nome ufficiale dell'impianto è diventato Stadio Olimpico Grande Torino.

Il Grande Torino oggi
Oggi lo stadio rappresenta il cuore del tifo granata.
Con una capienza superiore ai 28.000 spettatori, ospita le gare casalinghe del Torino FC e continua a essere uno dei simboli più riconoscibili della città.
Dalle origini come Stadio Mussolini agli anni del Grande Torino, dallo Scudetto del 1976 alle Olimpiadi del 2006, l'impianto ha attraversato quasi un secolo di storia italiana, diventando un luogo capace di raccontare la passione sportiva di generazioni di tifosi granata.
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